Rumore all’aeroporto di Firenze
Inserito da admin • Feb 6th, 2009 • Categoria: TrasportiL’Arpat realizza la mappa acustica dell’aeroporto Vespucci: le ‘vittime’ sono aumentate del 15%. «Oggi lo scalo ospita solo aerei piccoli, ma con la pista parallela le cose cambierebbero».
Se atterra o decolla un aereo, chi vive vicino Peretola lo sa bene, non è più possibile parlare. Riuscire a dormire prima delle 23 (orario di chiusura del Vespucci) è impossibile e naturalmente si deve sperare che non ci sia nessun volo in ritardo.
Adesso l’Arpat (Agenzia regionale per la protezione ambientale della Toscana) è andata più a fondo e ha realizzato una mappa acustica dello scalo fiorentino. Primo dato: tra il 2002 e il
2007 si è registrato un incremento, circa il 15%, della popolazione esposta al rumore dell’aeroporto. La causa, probabilmente, il minor costo delle case in quell’area. L’agenzia regionale ha calcolato che nella fascia limite, 60-65 decibel (in cui si raggiungono anche picchi di 80), si è passati da 681 residenti a 791.
Stanno male anche i 4352 fiorentini chi vivono nella fascia 55-60. Ma i più sfortunati sono quei 35 residenti che vivono nella fascia di rischio 65-70 decibel: per loro anche guardare la tv diventa un’impresa. ‘La percentuale della popolazione soggetta a rumore - spiega Andrea Poggi, responsabile Arpat - sarebbe stata più alta se non fosse stata applicata la procedura antirumore, in funzione dal 2003, che obbliga gli aerei ad una virata a destra (verso Campi), appena dopo il decollo’. Nel 2007, ad esempio, nella fascia 60-65 i residenti esposti a rumore erano 1034, ma senza procedura antirumore sarebbero stati 2982.
A Firenze le zone maggiormente soggette al rumore sono Quaracchi, via Pistoiese e parte delle Piagge. E se venisse realizzata la famosa pista parallela? ‘È difficile quantificare l’impatto acustico - commenta Poggi - Per adesso nessun iter amministrativo per una nuova pista è stato avviato e nessun parere è stato chiesto’. Ma se l’idea venisse realizzata, ‘bisognerebbe fare molte verifiche e capire bene quale traffico aeroportuale la nuova pista dovrebbe ospitare. L’impatto, poi, non è solo acustico: c’è da valutare come la nuova pista andrebbe a incidere con altri progetti sulla stessa zona. Peretola gode oggi del privilegio di poter vedere atterrare solo poche tipologie di aeromobili, tutti di nuova generazione e tutti con emissioni sonore più contenute. È ipotizzabile che la situazione cambierebbe con un’altra pista: ci sarebbe un’altra offerta turistica, più larga, e l’impronta non sarebbe più questa. Da valutare poi anche in che direzione decollare’.
Da no sottovalutare l’orario. ‘Oggi - precisa il responsabile Arpat - l’aeroporto chiude alle 23 e accetta solo alcuni sforamenti. Nel momento in cui ci sarebbe un aeroporto con offerta diversa, come cambierebbe questa attività ?’.
Fonte: Quotidiano Il Firenze del 6 Febbraio 2009








