Firenze e la Fiorentina, dalla C2 alla Champions League
Inserito da admin • Giu 29th, 2009 • Categoria: SportConnubio, quello tra la città è la maglia viola, speciale e inscindibile. Finita male l’epoca Cecchi Gori è iniziata l’era dei Della Valle. Grazie a loro, al ds Corvino e a mister Prandelli i tifosi sono tornati a sognare. Negli ultimi quattro anni i gigliati sempre nei primi quattro posti e una semifinale Uefa.
Fiorentina e Firenze, un connubio speciale, inscindibile, che non trova uguali in tutto il mondo. Una storia iniziata 83 anni fa che tra gioie e dolori, vittorie e sconfitte, hanno caratterizzato questo lungo cammino che oggi più che mai è così forte. Firenze è una delle città più belle al mondo, per la sua storia, le sue opere, la sua cultura di tutto questo la Fiorentina ne può godere. D’alta parte proprio a Firenze è nato il Calcio in Livrea diventato poi Calcio Storico, un avvenimento di cui tutti i fiorentini ne vanno orgogliosi. In tutti questi anni la Fiorentina è arrivata ai vertici del calcio italiano (vincendo due Scudetti, sei Coppe Italia, una Super Coppa Italiana) ed europeo (è stata la prima squadra italiana a giocare una finale di Coppa Campioni nel 1956 contro il Real Madrid, e vincendo una Coppe delle Coppe, una Mitropa Cup, una Coppa Italo-Inglese, ma anche diverse finali di Coppa Uefa).
Una storia, quella della Fiorentina, che ha visto sul suo percorso succedersi alcuni dei migliori allenatori e giocatori del panorama calcistico mondiale. La lista sarebbe così lunga che ne citiamo solo alcuni come i mister Bernardini, Valcareggi, Pesaola, Liedholm, Radice, Rocco, Mazzone, Bersellini, Trapattoni, Prandelli, e giocatori del calibro di Antognoni, Baggio, Dunga, Cervato, Magnini, Hamrin, Batistuta, Toldo, Galli, Merlo De Sisti, Sarti, Rui Costa, Chiarugi, Montuori, Juninho.
Il punto più basso la Fiorentina lo ha toccato l’estate del 2002, quando il 1 agosto era praticamente sparita, per la scellerata gestione Vittorio Cecchi Gori. Quel giorno la Figc non iscrisse la società al campionato di serie B (passaggio decisivo per portarla al fallimento che arrivò poco dopo, a settembre). Un duro colpo per tutta la città e i fiorentini che vedevano finire il loro sogno, anche in considerazione del fatto che l’imprenditoria fiorentina non mosse un dito per cercare di risollevare le sorti della società gigliata.
Ci pensò, invece, la famiglia d’imprenditori marchigiani Della Valle, Re del Made in Italy. Da quel momento la storia della Fiorentina è tornata a far sognare tutta Firenze. In due anni, dalla C2, i viola tornano in serie A. Da li è stata una crescita continua fino alla Champions League. Nell’estate del 2006 Diego e Andrea Della Valle decidono di dare una svolta, decidendo di cambiare il ds e l’allenatore. Da quel momento inizia l’era Della Valle-Corvino-Prandelli. Al primo anno arrivano Toni, Frey, Gamberini, Montolivo, Pasqual, Fiore, Brocchi, Pazienza, Pancaro e Di Loreto. A gennaio arrivo il grave infortunio di Frey, questo però non vietò ai gigliati di conquistare un grande quarto posto, che significava preliminari di Champions League.
Ma la gioia dura solo qualche settimana. Scoppia Calciopoli che vede coinvolta anche la società gigliata. Alla Caf la società viola viene condannata alla retrocessione in serie B con 12 punti di penalizzazione. La Corte Federale della Figc, però, rivede poi le decisioni, condannando la Fiorentina a una penalizzazione di 30 punti nel campionato 2005-2006, facendole così perdere la qualificazione sia alla Champions League che alla Coppa UEFA, cui si aggiunge una partenza ad handicap (-19 punti) per la stagione 2006-2007. L’arbitrato del Coni, successivamente, riduce la penalizzazione sul campionato 2006-2007 a 15 punti. È anche l’estate del caso Toni. Il giocatore vuole lasciare la Fiorentina per andare all’Inter. Un tira e molla con la società gigliata che si conclude nel ritiro di San Piero a Sieve, dove Diego Della Valle lo convince a rimanere ancora una stagione.
Anche perchè la proprietà viola è ancora protagonista sul mercato: arrivano Mutu, Santana, Liverani, Blasi Gobbi, partono Brocchi, Fiore e Himenez. Nonostante nelle prime quattro giornate i viola conquistano solo una vittoria e ben tre sconfitte, alla sosta invernale i gigliati sono a metà classifica. A fine campionato, grazie a un grande girone di ritorno, i gigliati arrivano sesti (senza i 15 punti di penalizzazione sarebbero arrivati terzi). Conquistando la possibilità di giocare la Coppa Uefa, grazie anche alla miglior difesa del torneo, con soltanto 31 reti subite, e al terzo miglior attacco della Serie A, con 62 reti segnate.
Si arriva così alla stagione 2007/2008. Dal mercato i gigliati acquistano Balzaretti, Osvaldo, Semioli, Vanden Borre, e Bobo Vieri. Se ne vanno invece Reginaldo, Blasi e Bojinov, ma soprattutto Luca Toni che passa al Bayern Monaco. In campionato la battaglia è ancora col Milan per la conquista del quarto posto. La Coppa Uefa da grandi soddisfazioni alla Fiorentina, arriva alle semifinali contro i Glasgow Rangers, ma vengono eliminati ai calci di rigore. Una delusione che non preclude il cammino in campionato, dopo l’apice viene toccato Il 2 marzo 2008; la Fiorentina riesce a vincere contro la Juventus (storica rivale) a Torino, imponendosi per 3-2, con i gol di Gobbi, Papa Waigo e Osvaldo al 90′ dopo quasi 20 anni. Il successo è accolto con festeggiamenti e caroselli al ritorno dei giocatori a Firenze. Alla fine i viola si qualificano ancora per la Champions League a svantaggio del Milan, tornando nella massima competizione europea dopo otto anni. Anche questo risultato è festeggiato con imponenti manifestazioni di massa, con lo stadio Franchi aperto per l’occasione (anche se la partita decisiva viene giocata a Torino contro i granata all’ultima giornata) e oltre 30.000 tifosi esultanti sulle gradinate ad attendere l’arrivo della squadra.
Infine l’ultima stagione. La più dura e difficile. Ripetersi e confermarsi e sempre difficile per tutti. L’estate 2008 è caratterizzata dalla possibile partenza di Mutu. La società trova l’accordo con la Roma per la cessione, alla fine, però, i Della Valle decidono di non procedere con la cessione. Addirittura la proprietà gigliata decide d’investire oltre 30 milioni di euro sul mercato, Felipe Melo, Jovetic, Gilardino, Vargas, Comotto e, in prestito, Storari, Mauri e Almiron.
A Settembre sempre i Della Valle annunciano la volontà di costruire la Cittadella Viola per far crescere la Fiorentina e competere così con i grandi club italiani ed europei. Il ritorno in Champions League non è stato dei più felici, i viola alla fine si piazzano al terzo posto (un girone di ferro con Lione, Bayern Monaco e Steaua Bucarest), conquistando la possibilità di giocare la Coppa Uefa, ma venivano eliminati dall’Ajax. Quello è stato il momento peggiore tra tifosi e squadra. Una piccola contestazione (striscioni allo stadio) che fece arrabbiare molto Cesare Prandelli, col qualche Firenze ha un rapporto speciale e indissolubile, ma in qualche maniera fece reagire tutta la squadra e l’ambiente viola, nella lotta con Milan, Genoa e Roma la Fiorentina è riuscita a conquistare il quarto posto e l’accesso ai preliminari di Champions League per il quarto anno consecutivo.
Anni fantastici di un progetto importante finalizzato a un sogno chiamato Scudetto. Anni che noi de Il Firenze vi abbiamo raccontato con attenzione e obiettività , facendo informazione e critiche sempre scostruttive. E questo sarà il nostro obiettivo anche per il futuro, sperando un giorno (molto presto) di poter raccontare che Firenze e la Fiorentina avranno un nuovo stadio, un centro sportivo, una cittadella viola per fare sempre più forte la squadra che tutta una città ama in maniera viscerale e profonda.
Fonte: Quotidiano Il Firenze del 29 Giugno 2009








