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Arno, siluri e sporco, nessuno pesca più

Inserito da admin • Ott 8th, 2008 • Categoria: Sport


Pesca nel fiumeIl progetto della Provincia per salvare il fiume. Calo del 50% in quattro anni; colpa delle specie ‘esotiche’ e dell’inquinamento.
A lanciare la canna da pesca in Arno ne sono rimasti davvero in pochi. Un hobby che richiede pazienza, si sa, ma se alla fine non si riesce a portare a casa proprio nulla, anche al pescatore più incallito la voglia passa. E c’è un motivo, anzi ben tre: l’inquinamento, l’alterazione degli habitat fluviali e la presenza di cinque delle otto specie di pesci più invasive del mondo.
Tra queste anche il famoso pesce siluro. Ecco perchè negli ultimi quattro anni si è registrata un calo del 50% della pescosità del tratto fiorentino dell’Arno.
Il dato è emerso in un convegno sulla pesca a palazzo Medici Riccardi a Firenze. E subito si pensa a come correre ai ripari. Il presidente della Provincia di Firenze Matteo Renzi ha già annunciato alcune iniziative per la riqualificazione delle sponde dell’Arno.
Il piano provinciale per la pesca nelle acque interne, attualmente in fase di approvazione, disciplinerà le principali attività in grado di creare degli impatti sugli habitat acquatici, dalle immissioni ittiche, ai lavori in alveo, alla pesca sportiva. «L’amministrazione provinciale - ha detto Renzi - vuole ribadire l’importanza del concetto di Firenze come ‘capitale della pesca’».
Le specie ittiche presenti nel tratto fiorentino dell’Arno sono circa 40, di cui il 50% alloctone, cioè non originarie dei corsi d’acqua italiani. Una vera minaccia per la fauna ittica locale, assieme all’inquinamento ed all’alterazione degli habitat fluviali. Le misure di tutela avranno lo scopo generale di favorire il recupero dell’integrità ecologica degli ambienti acquatici e un soddisfacente stato di conservazione della fauna ittica autoctona.

Un esempio della conservazione è dato dall’impianto ittico provinciale di Tosi, in cui vengono allevati ceppi selezionati di trota fario e gambero di fiume. La struttura, che ha recentemente ottenuto il riconoscimento della comunità europea ponendosi su livelli qualitativi di rilevanza nazionale, produce ogni anno circa 150.000 trotelle che vengono impiegate per i ripopolamenti dei torrenti provinciali.
E, una volta curato l’Arno, i pescatori ci saranno sempre? Per non lasciar morire l’hobby della pesca, la Provincia di Firenze, in collaborazione con la Federazione italiana pesca sportiva ed attività subacquee, coinvolgerà gli alunni di scuole medie ed elementari con lezioni teoriche sulle basi dell’ecologia degli ambienti acquatici, visite all’impianto ittico provinciale e battute di pesca riservate agli studenti.

Fonte: Quotidiano Il Firenze dell’8 Ottobre 2008

14 Responses »

  1. Premesso che sono a quanto sembra uno dei “pochi”(??????) che pescano in Arno proprio da quando ci sono i siluri;
    premesso che a “casa” il pescatore sportivo moderno non porta niente(mai sentito parlare di “pesca no kill”?);
    Dal mio punto di vista il siluro è un pesce divertentissimo da pescare, piu’ degli zoccoli e affini e invece di mitizzarlo negativamente si potrebbe sfruttare a livello di pesca sportiva.

  2. Vergognatevi tutti …… Lo stato dei fiumi italiani è ormai giunto al capolinea e volete provare ad rimediare ora dopo venti o trenta anni di inquinamento selvaggio oltre a tanntissime altre cose che fate quando vi sono le piene come quella di aprire i depuratori senza filtraggi così che la gente non se ne può accorgere dato che l’acqua è gia scura per via della piena stessa.
    Provate a chiedere ai vostri nonni cosa prendevano in arno ripeto in arno trenta anni fà ..! Provate.
    Catturavano le trote anche in pianuro come nella provincia di firenze.
    Ricordate una cosa l’acqua di quasiasi fiume e canale dovrebbe essere per natura in tutto il suo tragitto fino la mare cristallina a tal punto di poterla bere perchè è sana, il colore che hanno i nostri fiumi in italia è quello di un tipo di acqua distrutta dall’inquinamento dell’uomo che avvelena in maniera assurda e inreparabile i fiumi.
    E voi parlate di salvaguardia?
    Sapete che gli allevatori lavano o addirittura scaricano i contenuti delle cisterne dove viene raccolta l’urina e gli escrementi delle vcacche allevate direttamente nei fiume portandoli di notte con camion cisterne, e non sto parlando di 200 di litri ma di migliaia di litri dato che una vacca in una gionata produce ache 150 litri di urina per non parlare degli escrementi.
    Questi son solo alcuni esempi i meno eclatanti.
    Dato che sono un pescatore da ormai venti anni so bene quello che dico provate ad andare ad esempio in Irlanda e vedere l’acqua dei canali dei fiumi e dei laghi una volta fatta questa esperienza ritornati in italia vorreste che tutte le persone che ‘gestiscono’ le acque italiane vengano giustizziate il giorno stesso in piazza della vostra citta e questo forse non renderebbe giustizzia per tutti i danni arrecati in quarant’anni a tutto il nostro ormai ex patrimonio acquatico.
    Provare per credere

    Vergonatevi tutti

  3. SONO UN PESCATORE DA QUANDO AVEVO 5 ANNI ,ADESSO NE O 43. VENENDO DA ORIGINI DEL CASENTINO DOVE NASCE IL FIUME ARNO E DOVE O IMPARATO SIA A PESCARE CHE A NUOTARE . LA VALLA TA DEL CASENTINO E’ DIVENTATA UNA PIANURA DI SASSI CON UN LIVELLO DI ACQUA MEDIA DAI 50 70 CM DOVE I PESCI SONO PREDA DEI CORMORANI ,SENZA CONSIDERARE POI IL PRELIEVO DI ACQUA PER L’ IRRIGAZIONE DEI CAMPI CHE FA ABBASSRE A DISMISURA IL LIVELLO. PRIMA VENIVA DRAGATO IL FIUME E TROVAVAMO TRATTI DI FIUME CON 2-3 METRI DI FONDO
    ADESSO CI TROVIAMO SPORCO, FOGNE CHE SCARICANO DIRETTAMENTE IN FIUME .NEGLI ANNI 80-90 IL FIUME ARNO
    NELLA PROVINCIA DI FIRENZE ERA UN DIVERTIMENTO PESCARE ,LA DOMENICA ADDIRITTURA C’ERA DA NON TROVARE POSTO PER LE GARE CHE VENIVANO SVOLTE,CON COMPETIZIONI A LIVELLO MONDIALE.ADESSO IL FIUME E MORTO E ANDANDO POCA GENTE IL FIUME VIENE LA SCIATO IN MANO A GENTE NON RACCOMANDABILE. CI SAREBBE DA STARE A GIORNI A PARLARNE ,MA BISOGNA CHE L’ AMMINISTRZIONE FACCIA LE COSE CON URGENZA
    PERCHE’ SI PARLA DI ACQUA E NON DI PSTE CICLABILI LUNGO L’ ARNO , ACQUA CHE VIENE PRELEVATA PER IRRIGARE DOVE LA ROBA ARRIVA SULLE NOSTRE TAVOLE

  4. Sono un pescatore da quando avevo circa 6 anni, ho 36 anni esono a Firenze da 13, non conoscendo e non potendo parlare dell’arno prima del mio arrivo a Firenze non voglio entrare in discorsi ‘retroattivi’ ma certamente posso parlare del degrado che ho visto progredire negli ultimi anni e non sto parlando solo dell’inquinamento dell’acqua del povero vecchio fiume la quale sembrerebbe un pò migliorata ma di tutto quello che c’è intorno… Niente, degrado, e… Malintenzionati che approfittano dei pescatori soli per derubarli (accaduto alle piaggge ed alle draghe i due campi gara a valle di Firenze).

    L’Arno, proprio per l’assenza di pescatori che qualche anno fa popolavano le sponde ed ora più che dimezzati, si sta riducendo ad una sorta di terra di nessuno dove chi vuole andare a pescare per stare tranquillo, o va in compagnia o in luoghi dove non sia isolato… Vi sembra giusto????
    Ora non voglio dilungarmi troppo sull’argomento ambiente ma vorrei esprimere un breve pensiero sulla popolazione ittica del Vecchio fiume e vorrei porre una domanda a chi di competenza o a chi mi sappia dare una risposta…
    Ma invece di stare a criticare la presenza dei siluri in Arno (che sono presenti anche nel Po convivendo con tante altre specie ittiche) perchè non effettuare dei ripopolamenti mirati e non migliorare le scale di monta presenti sulle pescaie per permettere ai pesci di salire e scendere dalle varie ‘vasche’ in modo da permettere anche un cambio generazionale e sopratutto ‘genetico’ delle specie ittiche che da anni sono sempre gli stessi esemplari i quali, non avendo nuovi elementi si riproducono poco e male essendo pochi pesci e vecchi.

    Parliamone se volete!!!

  5. Salve Giuseppe.
    Personalmente condivido la tua opinione e penso che qualcosa potrebbe essere fatto per migliorare la vita del nostro fiume; sicuramente una ripopolazione con l’inserimento di nuovi pesci potrebbe essere una buona soluzione.

    Per quanto riguarda la sicurezza penso anche io che si potrebbe fare di meglio ma obiettivamente penso che il problema sicurezza andrebbe prima risolto in altre zona molto più popolate come ad esempio Santa Croce o l’Oltrarno. Una volta risolto qui potremmo pensare anche alla sicurezza sull’Arno.

    Questa la mia opinione…

  6. Secondo me (Fiorentino di 32 anni,che dal 1986 va a pescare) quello che è successo in Arno a livello di calo della pescosità e di presenza ittica negli ultimi dieci anni è a dir poco devastante ed avvilente per chi ama la pesca e questo fiume (si parla giustamente di calo della pescosità del 50% negli ultimi 4 anni,ma se il paragone viene fatto con 10-15 anni fa il calo è a dir poco del 90%),ma leggere poi gli sfondoni di chi dovrebbe trovare una soluzione a tutto ciò è ancora peggio,cerco di spiegarmi:

    INQUINAMENTO:negli ultimi anni l’acqua dell’Arno a Firenze non ha fatto altro che migliorare,eventualmente.
    Una prova oggettiva su tutte è la dichiarazione della A.S.L. del 2006 (la A.S.L. fa periodici campionamenti ed analisi chimico-fisiche dell’acqua) “se le condizioni dell’acqua delll’Arno continueranno a migliorare allo stesso ritmo degli ultimi sei anni (periodo 2000-2006) tra altri 5-6 anni il fiume tornerà ad essere balneabile a Firenze”
    Ora,questa dichiarazione non me la invento Io,era riportata su La Nazione nel 2006,poi penso sia facile andare a ripescare alla A.S.L. risultati di analisi che credo proprio siano di pubblico dominio…..in quanto effettuate periodicamente per obbligo di legge,come in tutti i fiumi,per evidenti scopi sanitari di igiene pubblica.
    Se la causa diretta (o una delle cause più dirette) fosse l’inquinamento mi spiegate perchè l’Arno di fine anni ‘80 che era - almeno rispetto ad ora - una vera e propria FOGNA A CIELO APERTO era PESCOSISSIMO ed adesso che è molto meno sporco invece versa in queste condizioni?

    40 SPECIE ITTICHE PRESENTI:ma questo dato dove l’anno preso,negli studi/statistiche del 2000 o prima,vero?
    Oppure hanno sparato a caso,dopo aver consultato l’Enciclopedia delle Specie Ittiche Italiane?!
    Magari tra queste 40 specie ci sarebbero pure la Tinca e la Trota???
    Non scherziamo,per favore!!!
    Una volta forse era così ma adesso in Arno a Firenze ci sono solamente:Carassi,Carpe,Siluri,Alborelle,Channel (una delle tantissime varietà esistenti al mondo di pesci gatto) e qualche anguilla,forse qualche Barbo Spagnolo (e solo in una ristretta zona) e qualche Amur (ma faccio molta fatica ad immaginare dove) e siamo ben lontani da 40!!
    Sono COMPLETAMENTE SPARITE specie che prima abbondavano,per esempio:Cavedano,Savetta,Scardola,Black Bass (Persico Trota),Sandra (Luccio Perca)

    Amministratori,scendete dalle vostri torri d’avorio ed andate a toccare la realtà con mano!!!

    Un dato oggettivo ed inconfutabile è che a Firenze i “nostri” (nel senso di italiani) pesci non si riproducono più,negli anni passati,nel periodo maggio-luglio,una grossa percentuale dei pesci di tutte le specie che venivano pescati (e rilasciati puntualmente in libertà da tutti,visto che non era certo il caso di mangiarseli per ovvie ragioni) erano in evidente stato di “frega”,o riproduzione che dir si voglia,da una decina di anni a questa parte nè Io nè tutti gli altri pescatori che conosco o a cui ho fatto specifica domanda ( e non sono pochi) abbiamo più preso un solo pesce in “frega”

    Quanto al Siluro non so di certo se sia lui o meno la causa del fatto che i nostri pesci non si riproducano più (ma penserei di no,anche se non è da escludere l’ipotesi che predi in maniera devastante nelle basse correnti dove i ciprinidi vanno in accoppiamento,compromettendo irrimediabilmente in tal senso la riuscita della “frega”) ma di certo di certo in ogni caso la sua sovrabbondante presenza non fa altro che male a questo piccolo fiume che è l’Arno.

    Giustamente (perchè effettivamente è vero) Riccardo porta l’esempio del PO dove effettivamente il Siluro convive con tanti altri pesci,ma il paragone non regge minimamente secondo me perchè l’Arno in confronto al Po è un torrentone,non un fiume,e gli equilibri che si possono raggiungere in un habitat grande come il Po non sono nemmeno paragonabili a quelli di un ambiente acquatico come l’Arno.

    Non dimentichiamoci poi che il PO si è ripreso solo da pochi anni,nel senso che che per un lungo periodo di diversi anni ha versato nelle condizioni in cui è adesso l’Arno Fiorentino,ovvero esplosione del Siluro e drastico calo (per non dire annientamento) di tutte le altre specie,senza tralasciare il fatto che se nel Po adesso sew ci sono tanti altri pesci oltre al Siluro è comunque solo grazie all’immissione di altre specie alloctone o straniere che dir si voglia (Barbi Europei,Aspi,ecc),le nostre specie italiane sono tutt’ora pressochè estinte.

    Poi se ad uno va bene pescare qualsiasi cosa purchè sia un pesce e respiri è un altro paio di maniche,buttiamo anche a Firenze in modo massiccio ed ovunque Aspi,Barbi Europei (che a dire il vero alla Pescaia dell’Argingrosso dovrebbero essere già presenti da anni) e altre razze,diamo il definitivo colpo di grazia alle nostre specie e non se ne parli più…tanto la globalizzazione ormai è incontrastabile,anche a livello ambientale e naturalistico…

    Però Io non la penso così,vorrei tanto rivedere un giorno l’Arno popolato da Savette,Cavedani,Scardole ecc-ecc (già che sono a sognare la fantascienza ci aggiungo pure i Barbi Italiani e le Tinche!!!)

    Se un Fiume come il Po ha subito questa batosta dal Siluro,un fiumicello come l’Arno come può fronteggiare questa minaccia?

  7. sono un vecchio pescatore,nato nel 1943 in prossimità del fiume che ho seguito quasi giornalmente dagli anni 50 fino ad oggi. Tralasciando i luoghi comuni quali l’inquinamento,i siluri.i cormorani,………………la temperatura dell’acqua del fiume dovuta a Bilancino?etc, che possono essere concause ma non certo l’origine del problema il quale risiede nella pessima gestione delle acque da parte delle autorità competenti in primo luogo la F.I.P.S.A.S.CHE A PARTIRE DAGLI ANNI ‘60 ha provveduto a ripopolamenti selvaggi ,a basso costo,prelevando con le reti i pesci dal Po ed immettendoli nel nostro fiume con lo scopo (poi raggiunto) di incrementare le gare di pesca ed il numero dei garisti ma anche l’infausta introduzione di pesci non alloctoni.Ricordo che pochi mesi dopo la tragica alluvione del 1966,le autorità preposte( vedendo alcuni pesci rimasti all’asciutto,pochi per la verità,) pensando al grave danno alla fauna ittica iniziarono i ripopolamenti ( con la comparsa delle prime alborelle).Per la verità l’Arno non fu mai cosi pescoso come i giorni successivi al 4 Novembre 1966.
    Da quel di’ i ripopolamenti si sono succeduti in varie occasioni ed in virtù di eventi sportivi (vari camp. del mondo) e climatici,con prelievi da fiumi del nord Italia e forse anche
    dal nord Europa con la comparsa di specie tipiche di quelle zone quali : breme , gardon,cavedani ungheresi, pesci gatto finora sconosciuti e purtroppo siluri.

  8. Penso che sia inconfutabile che i ripopolamenti selvaggi sono stati la causa dell’arrivo di tante specie estranee,per quanti anni oltre a quel tipo di ripolamenti che dice Gustavo c’è stato anche il mal-costume di andare a comprare tonnellate di avannotti,per via dei prezzi stracciati,da allevamenti dell’est europeo:lì dentro c’era di tutto di più…..

    Un’altro veicolo,sicuramente molto ma molto marginale,è stato quello del pescatore che va al laghetto a pagamento,dove per solleticare il pescatore attratto dall’esotico sonos empre stati immessi pesci dei più stravaganti..

    Mi spiego meglio:nei primi anni ‘90,quando esplose nei laghetti a pagamento la moda dei Clarius (altra delle tantissime specie di pesce gatto esistenti al mondo,ma di orgine africana anzichè americana come il Channel e quello “volgare” di cui non ricordo il nome preciso,che tanto infestò l’Arno negli anni ‘80) guarda caso iniziarono ad essere catturati Clarius anche nell’Arno (due viste con i miei occhi all’Albereta,Firenze Sud)

    Guarda caso tanti bischeri si portavano a casa il Clarius per farlo vedere ai parenti e dire “guarda cos’ho pescato” e poi siccome questo pesce rimane vivo molte ore fuori dall’acqua (come e più delle anguille) non sapendo più cosa farsene ed esaurita la vanità di mostrarlo a parenti,amici e conoscenti,visto che era ancora vivo “per compassione” (propria o indotta dalle persone a cui lo mostravano) lo liberavano poi in Arno (un po’ come quelli che compravano la tartaruga della Florida e poi,quando troppo grande o venuta a noia,la scaricavano in Arno:la zona della pescaia dei massini a Varlungo ne era piena per non dire infestata qualche anno fa,adesso non so)

    Ma questa,l’ho detto e lo ripeto,quantitativamente parlando è stata una via di “infestazione” molto ma molto secondaria,sicuramente

    Comunque sono sempre più allibito di chi ci amministra:anzichè pensare a cose essenziali,come scale di rimonta per le pescaie “sane” o la riparazione di quelle rotte (e che quindi non assolvono più al loro compito) tipo quella di Sant’Andrea (rotta invero da chissà quanti decenni,penso dall’alluvione del ‘66) o quella dei massini/Varlungo,rottasi definitivamente pochi anni fa,con conseguente abbassamento del livello dell’acqua di un metro e mezzo se non di più nel tratto compreso tra questa e quella a monte (Nave a Rovezzano) con cosa se la prendono adesso???

    Con le piante acquatiche,adducendo che toglierebbero ossigeno (questa è veramente rioprova di ignoranza assoluta,sono proprio le piante,sia in terra che in acqua a produrre ossigeno),creerebbero ristagno nell’acqua fermando la corrente (ridicolo,le piante Aponogeton,o non ricordo in quale altro modo si chiamino,crescono nei primi 4-5 massimo 6-7 metri da riva e la pochissima corrente che c’è in Arno a Firenze in condizioni non di piena è solo a centro fiume) e poi perchè sono antiestetiche,dal momento che le bottiglie e tutte le altre schifezze buttate dall’uomo ci si fermano e di conseguenza accumulano dentro….

    Anzichè punire gli idioti che gettano bottiglie,sacchetti di plastica ed altre schifezze nel fiume (parecchi lo fanno dalle spallette dei lungarni,altre arrivano da monte quando viene rilasciata acqua dalle dighe) vogliono tagliare le piante acquatiche (nota bene,le piante acquatiche,non gli alberi,che oltretutto non costituiscono neanche pericolo di rallentamento del flusso durante le grosse piene in quanto nel periodo autunnale/invernale non sono neanche presenti,in quanto piante “stagionali)

  9. Anch’io, come tanti di voi, sono un pescatore ma sono anche un agonista, mi ricordo quando non vedevamo l’ora di venire a disputare gare in Arno da R.E. e questo perchè ci si divertiva parecchio visto che non era raro catturare dai 10 ai 15 Kg di pesce, pesato e reimmesso immediatamente in acqua. Ora però le cose sono cambiate e non di poco, adesso è già un successo riuscire a catturare un solo pesce. A dire il vero in queste condizioni si trovano quasi tutte le acque del piano, salvo rarissime eccezzioni. Non saprei indicare rimedi, o meglio qualche idea magari ce l’ho anch’io ma non è compito mio e quindi lascio questo sporco lavoro a chi se ne intende (o almeno crede) di più. Ricordo solo un altro aspetto, magari secondario rispetto a quelli nobili già citati da altri ma non ultimo anzi forse più sentito dalle autorità: quello economico, dove ci sono pescatori, specialmente agonisti, girano un sacco di soldi chiedere a Ostellato (Fe) in negativo o a Novi (Mo) in positivo. Tanti pescatori, tanto indotto. Domenica 4 Ottobre sarò ancora in gara a Firenze ma credo proprio che non mi divertirò, peccato. Resterò comunque in attesa di un futuro migliore. Ricordatevi di non trattare mele i pesci, sono il nostro divertimento.

  10. Sono un pescatore fiorentino.

    Sono molto contento che in questo blog non venga demonizzato il siluro. Le cause della carenza di pesce sono altre (inquinamento e melma sul fondo).

    Le specie sparite stano piano piano riapparendo (con l’eccezione dei black bass). Nel tratto fiorentino sono riapparsi cavedannelli in massa, e soprattutto moltissime sandre.

    L’arno va dragato, atrimenti mi spiegate dove mettono le uova i pesci? Nel fango? Studi indicano infatti che a centro fiume (nel tratto fiorentino) c’é da un metro ad un metro e mezzo di fango (melma).

    Il siluro riesce a riprodursi perché attacca le uova alle fronde degli alberi sommersi cosa che le altre specie non fanno, per questo si riproduce meglio. Comunque la popolazione di siluro sta calando, se ne pescano molti meno (anche se di cibo ne ha in abbondanza, infatti il loro cibo principale. Tutte le specie di pesci hanno picchi di riproduzione e cali improvvisi. Gli zoccoli (carassi) ad esempio sono quasi spariti. Probabilmente nei prossimi anni vedremo una ripresa.

    Per Stefano Buccinelli: tratto argingrosso e pieno sia di carpe sotto misura (10-15 cm) che di barbi spagnoli, che sandre, e con pieno intendo pieno. I pesci vanno in frega eccome. Guarda caso solo peró dove sono presenti sassaie.

  11. up: cibo principale del siluro sono le alborelle, non scappano e ne puó ingoiare interi branchi.

  12. Sono un ve3cchio pescatore (anche garista) di 75 anni e quando sono venuto in pensione (1997) avevo nei programmi giornate di bella pesca. Era cominciata molto bene i primi 3.4 anni ma, piano piano la pesca si è talmente ridotta che mi ha fatto perdere qualla voglia che ho sempre avuto.
    Ricorso che negli anni 60 un Comitato di Gestione delle acque dell’Arno, del quale facevo parte, mise in cantiere un vero e proprio programma di assistenza al fiume con l’aiuto della Regione Toscana. Fu un vero successo. L’alluvione del ‘66 non diminuì la possibilità ai pescatori di divertirsi. La fauna continuiò ad essere sempre abbondante e nel tratto cittadino era un vero divertimento.
    Mi chiedo: perchè non si riesce a realizzare anche oggi un intervento mirato su questo fiume che tutti vi invidiavano ? Io vado ancora a pescare ma la pesca è un altra cosa. Bisognerebbe pensare che la pesca è anche una ricchezza culturale e non solo per tutti coloro che ci dedicano attività e passione..

  13. Ciao mi chiamo Simone e sono di Firenze che dire sono uno dei pochi amatori del fiume Arno ma onestamente devo dire che ad oggi l’arno e fiume morto non si sa da cosa possa dipendere, ma che ha distanza di anni nn si riesca a capire perche in questo fiume non vi sia piu pesce direi che e una cosa grottesca, chi dice la temperatura dell’acqua chi dice i pesci siluri,io onestamente non credo a queste spegazioni, comunque invece di lasciare il fiume morire potremmo fare qualcosa tipo una migliore manutenzione delle rive,e una maggiore pulizia e maggiori controlli,perche molti pescatori stranieri sono privi di licenza e portano via il poco pesce rimasto.2 punto il piu importante fare un immissione massiccia di pesce in arno, e non pesci ridicoli come pesci gatto channel o peggio ancora breme ma potremmo ripopolare il nostro fiume con pesci tipo barbi spagnoli,che attechirebbero bene perche sono pesci robusti, mettere scardole che e un ottimo pesce foraggio, ripopolare di cavedani e carpe. Faccio pure presente che ha questa amministrazione Renzi e evidente che non frega niente di fare tutto questo,perche ovviamente non va oltre il suo, Il nostro fiume potrebbe anche essere anche una grande risorsa economica,vedi come hanno fatto in altre citta vedi Ostellato oppure i fiumi del nord italia.Ma che dire a renzi interessa di piu fare le piste ciclabili perche a Settembre ci sono i mondiali che dare una pulita alle sponde dato che a oggi non e ancora stata fatta una pulizia delle rive,ma lo sappiamo Renzi e uno stupido e lascia morire uno dei patrimoni piu belli come il fiume Arno.Simone da Firenze.

  14. IL FIUME ARNO PURTROPPO E’ MORTO DA TEMPO E IL PROBLEMA E’ MOLTO SEMPLICE I PESCI NON VANNO A VOTARE ED ALLORA QUESTI BUROCRATI SE SBATTONO PERCHE’ NON CI GUADAGNANO NIENTE !!!!!!!!!

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