Scuole superiori, il caos della nuova riforma
Inserito da admin • Feb 17th, 2010 • Categoria: Scuole e istruzioneIstruzione. La scuola cambia ma per capire come le famiglie dovranno chiedere direttamente agli istituti. A fine marzo scadono le iscrizioni: in Toscana saranno coinvolti circa 30 mila ragazzi che oggi frequentano la terza media. Ma per adesso si sa solo che il liceo classico Dante avrà anche l’indirizzo musicale.
Il direttore dell’ufficio scolastico: «Migliorerà tutto. Nessun taglio, i docenti ritroveranno posto sicuramente». L’assessore Simoncini: «Confusione totale. I genitori dovranno scegliere al buio. Il rinvio di un anno necessario».
La riforma della scuola superiore è pronta, sulla carta. «Migliorerà tutto» è il parere di Cesare Agnotti, direttore dell’Ufficio scolastico regionale per la Toscana, che ha spiegato le linee guida contenute nella nuova riforma dell’istruzione annunciata dal ministro Gelmini. «Una totale confusione», invece, per l’assessore regionale all’Istruzione Gianfranco Simoncini e per la Cgil. In Toscana la novità riguarderà 30 mila ragazzi che dal prossimo settembre frequenteranno il primo anno dei licei, degli istituti tecnici e professionali. Ma il tempo per capire cosa (e come) cambia è pochissimo.
Di certo c’è che il 26 marzo scadono le iscrizioni per il primo anno delle superiori. E che il liceo classico Dante avrà un indirizzo musicale. Il resto è tutto ancora da definire. Il rischio è di scegliere un indirizzo che a settembre non ci sarà più. «La riforma - ha sottolineato Angotti - non riguarderà tutti i 1145 mila studenti toscani, ma solo i circa 30 mila alunni che ora frequentano la terza media. I ragazzi avranno una maggiore semplicità nella scelta e inoltre i nuovi percorsi sono destinati a migliorare gli apprendimenti. Mi sembra anche importante che siano rimasti i tre fondamentali pilastri del nostro sistema: istruzione tecnica, professionale e liceale. Erano 40 anni che si rinviava».
Fatto sta che esistono solo le linee guida e per avere notizie certe sui percorsi scolastici e sulle offerte formative, il genitore dovrà rivolgersi direttamente alla scuola. La riforma, purtroppo, se da un lato ha ridotto gli indirizzi (da 80, in provincia di Firenze, ne rimarranno solo una quindicina) non ha certo semplificato la vita. «Non ci saranno tagli in più - ha poi aggiunto Angotti - E i nostri docenti ritroveranno posto sicuramente».
Sulla riduzione delle ore da passare sui banchi, altro punto focale della riforma, il direttore ha assicurato: «È la soluzione ideale: far stare i ragazzi troppo tempo sui banchi è controproducente. È una delle cause di abbandono scolastico. Nemmeno un dipendente statale fa oggi 42 ore come accade in alcuni istituti».
Se il direttore dell’Ufficio scolastico regionale usa toni quasi trionfalistici per la riforma, l’assessore regionale all’Istruzione, Gianfranco Simoncini, la boccia in pieno. «Non è stato pubblicato nulla sulla Gazzetta Ufficiale e dubito che il decreto sia pronto entro fine marzo. Questa riforma ha creato una confusione totale. I genitori non sanno che fare e saranno costretti a scegliere al buio. Ancora non sono state fatte le classi di concorso per i docenti e quindi gli istituti non sanno come distribuire l’organico. Noi per l’anno prossimo non possiamo fare altro che fare una fotografia della situazione. Se ne riparlerà l’anno dopo. Ecco perché avevamo chiesto il rinvio di un anno».
E conclude: «Il motivo di questa fretta è solo uno: il governo vuole fare cassa, risparmiando sui tagli, a scapito della qualità dell’istruzione».
Sulla stessa linea anche la Cgil: «Sarà il caos - commenta Alessandro Rapezzi - Di fatto, la riforma, se così si può chiamare, punta solo a tagliare posti di lavoro. La riduzione delle ore di lezione verrà compensata con un taglio di organico almeno pari a 400 unità ».
Fonte: Quotidiano Il Firenze del 16 Febbraio 2010








