Inaugurazione anno accademico dell’Università di Firenze
Inserito da admin • Feb 17th, 2009 • Categoria: Scuole e istruzione
Cerimonia sotto tono. Ultima volta per il rettore Marinelli, da nove anni alla guida dell’Ateneo Fiorentino. Ma la protesta si accende: ‘Non c’è niente da festeggiare’, urlano i ricercatori precari riuniti in un presidio in piazza della Signoria. I numeri che pesano: «Il personale è diminuito di 200 unità ma il costo è cresciuto del 24% per gli aumenti degli stipendi».
Più che una cerimonia in pompa magna è stato un atto dovuto. Perchè da celebrare (e festeggiare) nell’università c’è davvero poco. Un’apertura dell’anno accademico dell’Ateneo fiorentino sotto tono, con un protesta dei ricercatori (che hanno disertato l’inaugurazione) e studenti in piazza della Signoria, condita da un po’ di malinconia per l’ultima volta del rettore Augusto Marinelli e, ironia della sorte, del sindaco Leonardo Domenici. E mentre, ieri, nel Salone dei Cinquecento si dava inizia alla cerimonia, fuori una quarantina di persone dava il via al presidio contro i tagli del governo e contro gli organi dell’ateneo, colpevoli, a sentire i ricercatori, di «mascherare la crisi sotto una falsa normalità ».
Hanno protestato anche contro il pensionamento forzato di chi ha maturato quarant’anni di contributi. Il provvedimento interessa 55 ricercatori dell’ateneo fiorentino che verranno messi a riposo nei prossimi mesi. C’erano anche gli studenti di sinistra, posizionati dietro uno striscione molto eloquente: «Non c’è niente da festeggiare». «Non credo che tutto vada bene - è la replica secca del rettore - Ma il senso di responsabilità vuole che la protesta plateale si faccia una volta. I ricercatori avrebbero fatto meglio a restare a lavorare, anzichè manifestare. E - ecco un’altra stoccata - non è vero che hanno disertato in massa l’inaugurazione: semplicemente, per motivi di spazio, ne erano stati invitati soltanto due».
Ma Marinelli è un fiume in piena: «Proprio nel giorno in cui 46 ricercatori hanno preso servizio, ci rimproverano di applicare le leggi anzichè dar loro un’interpretazione. Non fa piacere a nessuno mandare la gente a casa, ma non potevamo fare altrimenti. Qualche mese fa, quando in Senato accademico e nel Cda si trattava di stabilire gli obiettivi e le priorità dell’amministrazione, le posizioni erano ben altre. Ora si sono messi in moto meccanismi corporativi non compatibili con l’amministrazione dell’università ».
E poi ci sono i tagli: «Quest’anno - ha speigato Augusto Marinelli - il personale è diminuito di quasi 200 unità ma il costo è cresciuto del 24% a causa degli aumenti stipendiali automatici. Di fronte alla riduzione dei finanziamenti, o ci si sbatte il muso insieme a tutti gli altri atenei e poi si cerca insieme una soluzione, o si cerca di prevenire con un piano adeguato. E noi siamo gli unici che lo stanno facendo».
Dopo nove anni Marinelli lascia poltrona più alta dell’Ateneo (anche se spera di salire di nuovo in cattedra): «Ho dato tutto, ora tocca a qualcun altro». Ma non si risparmia in riflessioni: «L’Università deve rivedere la composizione e i ruoli del Senato accademico e del Cda. Dobbiamo restare liberi e autonomi sul fronte della didattica e della ricerca, ma non della governance». E se l’idea di una Fondazione tra Regione e università è naufragata proprio per paura di lederne l’autonomia, il presidente della Regione Martini chiarisce: «Se diamo una mano, non saremo meri pagatori, bisogna cambiare governance».
Fonte: Quotidiano Il Firenze del 17 Febbraio 2009, articolo di Clara D’Acunto








