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Centri estivi, nodo educatori: Non tutti sarebbero idonei

By admin • Giu 30th, 2008 • Category: Scuole e istruzione


Bambini che giocano nel giardinoPartecipano 2.300 bambini, seguiti da 685 animatori, tra loro anche chi non ha il titolo adatto. Il responsabile Aics, Cantini: «Il bando ci permette di dare la qualifica anche con un’autocertificazione rilasciata da noi». Monco (Uisp): «Diploma e laurea sono indispensabili, ma conta la competenza». L’assessore Bevilacqua: «La formazione è tra i requisiti essenziali e verranno svolti controlli a campione sul personale»; ogni bimbo ha un costo di 400 euro. Il 40% della spesa ricade però sul Comune, per un totale di 2,5 milioni di euro.
Prende il via tra oggi e domani, in contemporanea con la chiusura delle scuole materne, la fase centrale dei centri estivi. Solo a Firenze 2.300 bambini parteciperanno alle attività promosse dai consigli di quartiere, sotto lo sguardo vigile di 685 educatori. Ma è proprio su questi ultimi che si addensano piccole nubi. A sollevare qualche perplessità è il percorso di selezione e formazione di questo esercito di animatori a cui le famiglie affidano i loro figli nelle giornate estive. Il bando del Comune richiede infatti che gli animatori svolgano un corso di formazione di almeno 20 ore e che siano in possesso di un diploma di scuola superiore o di laurea in materie psico-pedagogiche. Ed è pur vero che la maggior parte degli educatori risponde a questi requisiti. Ma non tutti, perché una interpretazione del bando lascerebbe agli enti organizzatori dei centri estivi un margine di libertà nella scelta degli operatori.
A confermarlo, seppure con un po’ di imbarazzo, è Pierluigi Cantini, responsabile del settore formazione dell’Aics, una delle associazioni storicamente più attive nel campo dei centri estivi: «In effetti ci sono alcuni casi di educatori o coordinatori che sono privi di titolo di studio idoneo. D’altronde il bando ci permette di qualificare un istruttore anche tramite una nostra autocertificazione sulla sua competenza» afferma a mezza bocca Cantini. Per poi aggiustare il tiro, invocando criteri più stringenti nelle selezioni: «Occorrerebbe prestare maggiore attenzione nella scelta degli operatori e nella loro formazione. Nell’interesse dei bambini e delle loro famiglie».
Più cauto il giudizio espresso da Simona Monco, dirigente dell’area giovani della Uisp, associazione sportiva che ha in gestione centri estivi in 3 quartieri di Firenze: «È possibile che ci siano educatori non in possesso del titolo di studio, ma devono pur sempre avere alle spalle almeno tre mesi di esperienza maturata nel settore. Del resto - precisa - diploma e laurea sono indispensabili, ma non sufficienti a garantire la competenza».

A rassicurare gli animi ci pensa l’assessore ai rapporti con i quartieri Cristina Bevilacqua. E non si tratta di una difesa d’ufficio: «Professionalità, esperienza e formazione sono i requisiti essenziali per chi opera nei centri estivi. E per verificare che questi criteri vengano rispettati verranno svolti controlli a campione sul personale».
Una difesa a spada tratta dell’operato dell’amministrazione in un campo che comporta grandi responsabilità sociali e ingenti costi per il Comune di Firenze. La presenza di ogni bambino ha un costo reale di circa 400 euro a turno, a fronte di tariffe che spaziano dai 50 ai 170 euro. Circa il 40 per cento dei costi ricade quindi sulle casse pubbliche, per un totale di circa 2,5 milioni di euro in costi diretti e indiretti. Davanti a queste cifre, ed essendo in ballo la sicurezza dei bambini, l’impegno dell’amministrazione comunale a verificare l’operato delle associazioni che organizzano i centri estivi appare quantomeno gradito. E necessario.

Fonte: Quotidiano Il Firenze del 30 Giugno 2008

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