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Mercato etnico nel Lungarno Pecori, allarme sicurezza

Inserito da admin • Dic 9th, 2009 • Categoria: Notizie


Nato nove anni fa per favorire l’integrazione, è da tempo una centrale di spaccio. La protezione civile chiede l’intervento delle istituzioni. Saccardi: «Serve un’alternativa».
Nel luglio 2001 era nato come esempio d’avanguardia per favorire l’integrazione. Oggi, dopo un inutile ‘accanimento terapeutico’ da parte del Comune, il mercatino etnico di lungarno Pecori Giraldi è solo una centrale di spaccio e dopo nove anni Palazzo Vecchio si prepara a smantellarlo. Perché la situazione, oltre che per le centinaia di reati legati alla droga, è diventata pericolosa anche per tutti gli immigrati che ‘lavorano’, o meglio si rifugiano tra le bancarelle-giaciglio.
La protezione civile ha chiesto in più occasioni un deciso intervento a Provincia e Comune, che dal 2001 ha in concessione da Palazzo Medici Riccardi questo tratto di sponda dell’Arno. Insomma quel mercatino va smantellato ‘perché nello stato in cui è ridotto e per la vicinanza dell’Arno sono venute a mancare le condizioni di sicurezza’ ha comunicato la protezione civile alle istituzioni competetenti.

‘Dobbiamo trovare un’alternativa’, ammette l’assessore a welfare e integrazione Stefania Saccardi. Non solo è fallito il tentativo d’integrazione, ma da tempo polizia e carabinieri si trovano a dover fronteggiare una vera emergenza d’ordine pubblico, con decine e decine tra arresti e denunce. Nell’estate 2001 il mercatino multietnico venne presentato in pompa magna dall’allora vicesindaco Graziano Cioni come ‘una soluzione per togliere dalle strade del centro i tappetini dei venditori abusivi, offrendo loro l’opportunità di regolarizzarsi’ grazie, appunto, alle bancarelle.
Ubicato in una posizione davvero strategica, proprio al check point cittadino dei bus, dove ogni giorno sbarcano migliaia di turisti, il mercatino avrebbe dovuto fare affari d’oro grazie ad una clientela garantita. Ma anche ieri verso mezzogiorno, per il ponte dell’Immacolata, i turisti scesi dal pullman stavano ben attenti a scansare le bancarelle di cianfrusaglie. All’inizio erano un centinaio, oggi ne sono rimaste solo una quindicina.

È pieno giorno, ma metà di queste sono chiuse. Qualche coraggioso prova ad addentrarsi tra i meandri del mercatino, alla ricerca del bagno pubblico indicato nelle cartine turistiche. Ma niente da fare: è chiuso, sbarrato. E bisogna arrangiarsi lungo l’argine del fiume, ormai diventato un wc a cielo aperto. Indecoroso lo spettacolo che si osserva dal ponte San Niccolò.
Tornando tra le bancarelle, il cronista scatta alcune foto e un nordafricano si avvicina: ‘Perché ci fotografi, vai via!’. Arrivano altri due suoi connazionali. Le intenzioni paiono bellicose, è meglio andar via.

Fonte: Quotidiano Il Firenze del 9 Dicembre 2009

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