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Nighlife fiorentina, degrado nel centro storico

Inserito da admin • Dic 7th, 2009 • Categoria: Notizie


Viaggio nelle zone più amate dai giovanI. Stranieri ubriachi fuori dai locali, spintoni e strade pericolose. La scarsa illuminazione nell’area del Duomo spinge molti ad evitare una passeggiata.
Il chilometro che va dal ponte alle Grazie a piazza Salvemini è un moltiplicatore di alcol pazzesco. Un torrente di pinte di birra, Mojito e Kebab nel quale guadano senza armonia stranieri, fiorentini e venditori di rose e chincaglierie con le luci intermittenti. Notte di mercoledì, prima settimana di dicembre. L’umido si infila anche nelle ossa ma alle studentesse americane non importa. Gonne corte, schiamazzi d’ordinanza, liti, abbracci e va bene così. Qualcuna ride sguaiata, qualcun’altra piange accovacciata su un portone. Perchè bevono come spugne e a mezzanotte non capiscono più nulla. Ogni dieci metri qualcuno le infastidisce, fa un commento, le ferma. Ci prova insomma, ma senza allegria.

La ceralacca sugli approcci falliti (cioè tutti) si conclude, in un paio di casi, con un rutto di protesta del ‘maschio ferito’. Alla fine comunque il serpentone di bar e pub funge da controllo sociale. Dove il controllo non c’è iniziano però le magagne. Come dietro piazza Peruzzi dove tre stranieri dall’accento dell’est litigano e vengono alle mani. Spintoni, urla, uno rincorre l’altro, poi spariscono tutti.
Roba di spaccio? Un’americana, nel dubbio, apre il portone di casa e scappa per le scale terrorizzata.

Borgo Santa Croce è buia come una cantina e quasi serve una pila per non sbattere contro i cassonetti fetidi. Verso via Ghibellina un ragazzo agita i pugni verso una coppietta. Lei si stringe al suo compagno che saggiamente non risponde e accellera il passo. Intorno all’arco di San Pierino si piscia a ogni angolo. In Borgo Pinti c’è una pozza di vomito fresco fresco con una bottiglia accanto. Verso via dei Pandolfini i residenti sono stremati.

I decibel della ‘movida’ rimbalzano contro le finestre minimo fino alle due. Non va meglio andando verso il Duomo anche se all’altezza dell’ospedale di Santa Maria Nuova i locali si diradano così come lo struscio dei ragazzi. Resta il pericolo delle macchine che viaggiano come schegge in una strada stretta come un corridoio. Una straniera ubriaca che inciampa ogni cinque metri, scivola dal marciapiede e l’amica la riacchiappa prima che uno scooterone la centri in pieno. C’è da dire che non si vede niente: i lampioni sono vecchi, la luce è flebilissima.

È lo stesso guaio di piazza del Duomo, che senza macchine è uno spettacolo ma mette un po’ in soggezione. Vita qui non ce n’è. A un angolo però c’è un marocchino che sbuca da un parcheggio: ‘Coca?’. ‘No’. Buonanotte Firenze, non te la passi granchè bene.

Fonte: Quotidiano Il Firenze del 7 Dicembre 2009

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