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L’incantatrice di Firenze

Inserito da admin • Mag 20th, 2009 • Categoria: Notizie


«Firenze è un’incantatrice. Se ti bacia sei perduto, che tu sia un comune cittadino o un re». Con queste parole Salman Rushdie descrive la culla del Rinascimento nel suo decimo romanzo, L’incantatrice di Firenze. Ieri, nel Palagio di Parte Guelfa, presentando la propria fatica, lo scrittore britannico originario dell’India ha spiegato al pubblico il proprio rapporto con la città: «Sono venuto a Firenze quando avevo 19 anni - ha dichiarato -. Ero uno studente di storia, con pochi soldi in tasca e ho passato qui quasi tutta un’estate: mi sono completamente innamorato della città, ancora ferita dall’alluvione ».

L’autore de I versetti satanici, nel suo ultimo libro percorre in parallelo due realtà lontane, Oriente e Occidente, nel momento in cui toccano il loro apice. E tra realtà e finzione, prendono forma le mille e una storia che si rincorrono e incastrano nelle 373 pagine del romanzo. Il racconto, unisce così due mondi, con forte inventiva e una minuziosissima documentazione, snodandosi tra figure storiche gigantesche, una fra tutte, Niccolò Machiavelli: «È quasi un libro giallo - ha continuato Rushdie -, dove si parla di potere ma anche di amore. Da studente di storia mi ero interessato in particolare al personaggio di Macchiavelli, un personaggio spesso considerato cinico, per Il Principe, ma persona divertentissima, molto complessa e repubblicana. Ho come l’impressione che la storia l’abbia messo in una condizione difficile».

Ma a parte ‘il Macchia’, ritratto nelle sue peripezie giovanili, il romanzo è un vero affresco di Firenze. Ha concluso lo scrittore: «Poter fare dei passi indietro nei luoghi che hanno dato vita al libro è stato magico. Ho l’impressione che questa città sia diventata la mia città. E mi dispiace - ride -, perché adesso è mia e non più vostra».

Fonte: Quotidiano Il Firenze del 20 Maggio 2009

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