Primarie a Firenze, Vince Renzi
Inserito da admin • Feb 17th, 2009 • Categoria: Notizie
Il 34enne del Pd sbaraglia tutti: con oltre il 40% sarà il candidato sindaco per Palazzo Vecchio. «Ho vinto anche nei seggi tradizionalmente ‘rossi’. E’ naturale che arrivino facce nuove».
Una vittoria senza ’se’ e senza ‘ma’. Matteo Renzi sarà il candidato sindaco del centrosinistra per la corsa a Palazzo Vecchio di giugno. Un successo, quello riscosso alle primarie di domenica, da manuale: Renzi ha infatti raccolto il 40,52% dei voti, superando di una manciata di voti la fatidica soglia del 40% e scongiurando quindi la minaccia di un rischiosissimo ballottaggio. Il giovane presidente uscente della Provincia ha sbaragliato la concorrenza di tutti gli altri 4 candidati in corsa, compresa quella del suo ‘maestro-nemico’ Lapo Pistelli, rimasto al palo con uno sconfortante 26,91%.
E’ andata ancora peggio per il dalemiano Michele Ventura (12,48%), che si era gettato nella mischia a sole due settimane dal voto, dopo non essere giunto ad un accordo unitario con Daniela Lastri, che ha raccolto solo il 14,59% dei consensi. Ultimo Eros Cruccolini, aspirante sindaco de La Sinistra, con il 5,49%, che niente ha potuto contro le potenti macchine elettorali degli avversari.
Renzi, la moglie Agnese ed i suoi sostenitori hanno atteso i risultati dello spoglio fino a notte fonda nella sede dell’Associazione Noi Link di via Martelli. Un’attesa spasmodica poi sfociata in un trionfo tra fiumi di champagne e lacrime di gioia. «I dati delle primarie - ha commentato Renzi - sono stati belli e inattesi e dimostrano che ho vinto anche in seggi considerati popolari, tradizionalmente rossi. Secondo me ha fatto breccia il fatto di aver detto che avremmo portato ‘Facce nuove in Palazzo Vecchio’: dopo 10 anni non mi sembra uno scandalo che ci siano elementi di cambiamento fisiologico, una discontinuità è naturale.
La prima a complimentarsi con Renzi è stata Daniela Lastri, poi è stata la volta di Vannino Chiti e di molti altri big del Pd. Ieri mattina è arrivato poi la telefonata del segretario Walter Veltroni, che ha sottolineato «l’importanza di una grande partecipazione popolare e l’emergere nel voto dei cittadini di una grande domanda di rinnovamento della politica e di innovazione anche attraverso figure e personalità giovani e identificabili con il profilo del Partito Democratico».
Fissato invece per stamattina l’incontro tra Renzi e Leonardo Domenici, coppia che ha fatto scintille per settimane: «Sarà un lavoro impegnativo - commenta il sindaco uscente - e penso che ci sia bisogno dello sforzo di tutti. Matteo è stato abile e bravo e ha ottenuto un risultato importante. La vittoria di Renzi, ex Popolare, sancisce la fine di un’era politica, durante la quale in città hanno sempre dettato legge gli ex Pci. Ed è proprio Michele Ventura, candidato d’apparato alle primarie e già vicesindaco di Firenze 20 anni fa, a togliere sportivamente ogni imbarazzo: «E’ evidente che questo risultato cambia politicamente il quadro della geografia di questi ultimi 10 anni di vita politica fiorentina. Questo risultato comporterà un attento esame per il Pd.
All’interno c’ è un candidato che, oltre alla discontinuità con parole d’ordine che guardano più al moderatismo, ha intercettato un sentimento diffuso; ciò ci induce a riflettere su come la politica viene letta dai cittadini. Trovano più spazio le suggestioni rispetto ad un progetto politico complessivo. A giugno la cosa importante è che il centro sinistra si ricompatti».
‘Ha pescato tra elettori Pdl’ e gli ex ds escono a pezzi. «Le primarie fiorentine ci dicono che il sistema è cambiato, e che non è quello che la dirigenza del partito aveva in mente. Gli ex diessini ne escono male e la scelta di candidare Ventura si è dimostrata perdente. Basti infatti pensare che i due candidati ex ds messi insieme hanno preso un terzo dei voti degli altri due candidati del Pd.».
Questo il commento sull’esito delle primarie di Roberto D’Alimonte, docente di sistema politico italiano dell’ateneo fiorentino. «E’ un bene che Renzi abbia vinto: è preparato, ha coraggio e persino troppa fiducia in se stesso. Il Pdl non ha ancora espresso un candidato e certamente Renzi ha pescato nel suo elettorato, essendo il politico del Pd più a destra. Gli eredi del vecchio Pci sono allo sbando», commenta invece lo storico Franco Cardini, che non fa mistero d’essere sostenitore dell’attuale presidente della Provincia.
«Il ragazzo gioca bene», in coro l’immensa gioia dei ‘Renzi boys’. Abbracci e strette di mano senza fine dai sostenitori. E su Facebook, la famiglia digitate
dell’aspirante sindaco, è un tripudio: ‘Campioni del mondo, campioni del mondo…’. Lo chef Picchi: «Matteo non è un semplice piatto, ma un pranzo completo della domenica, con lasagne e ribollita».
Strette di mano, i complimenti dei dipendenti, pacche sulle spalle di amici e sostenitori e un via vai continuo di persone per salutare il candidato a sindaco di Firenze. All’indomani dell’affermazione alle primarie del centrosinistra di Matteo Renzi, una fila di gente è transitata nel palazzo della Provincia di Firenze a salutare e congratularsi con il ‘Presidente’ per la sua vittoria già al primo turno. Nelle stanze della sua segreteria i telefoni sono roventi, c’è forte entusiasmo e si festeggia mangiando cioccolatini comprati per l’occasione mentre qualcuno confessa di aver seguito tutta la notte elettorale per rientrare a casa solo a un quarto alle otto di ieri mattina.
In tutto il palazzo, tra i dipendenti, si respira poi la velata speranza di poter ‘traghettare’ un domani in quel di Palazzo Vecchio. Un sereno Renzi ogni tanto fa capolino dalle sue stanze seguito ogni volta da un folto codazzo di persone, ma senza partecipare ai lavori del Consiglio nè tantomeno firmare atti. E domenica notte, dopo alcune ore di trepidazione, la festa è stata grande e innaffiata da abbondante spumante.
A complimentarsi anche lo chef e patron del Cibreo Fabio Picchi, spiegando che «siamo tutti contenti per Matteo, la sua è una grande assunzione di responsabilità e anche una grande occasione di cambiamento». Usando un termine gastronomico «Matteo non è solo un semplice piatto ma un pranzo completo, di quelli della domenica che comprende dalla lasagna, al maccherone, alla pappa al pomodoro, alla ribollita. Ma Matteo è anche persona popolare da pane, olio e cipolla, è persona vera e tante volte gli ho visto condividere il pane con gli amici».
Grande successo anche sul social network di Facebook, una specie di seconda famiglia per Renzi: C’e’ chi ricorda l’incitamento che la curva Fiesole rivolgeva all’allora promessa viola Francesco Flachi e, oggi, al giovane candidato a sindaco dedica un: «Il ragazzo gioca bene, il ragazzo gioca bene». E c’è chi toscanizza il ‘Yes, we can’ di Obama: ‘Si pole, si pole’. I sostenitori di Matteo Renzi gli inviano incessantemente i loro «in bocca la lupo» attraversoFacebook.
C’è poi chi cita Nando Martellini della finale dei mondiali ‘82: «Campioni del mondo, campioni del mondo». A quasi trent’anni da quell’Italia mundial, quando Renzi aveva appena 7 anni, il ‘il ragazzo che gioca bene’ ha vinto la partita più importante catapultandosi in un sogno.
Il grande sconfitto: «Ora saggezza». Pistelli bacchetta Ventura: un’operazione da kamikaze. E ammette la limpida vittoria del rivale.
«Saggezza». E’ la raccomandazione che Lapo Pistelli, candidato alle primarie per la corsa a sindaco di Firenze, ha fatto per i prossimi mesi al vincitore Matteo Renzi. A dirlo è lo stesso Pistelli, maestro politico, poi diventato acerrimo nemico, di Renzi: «Come in ogni sconfitta, brucia il risultato», ma ringrazia quanti gli sono stati vicino in questi mesi. Per Renzi, aggiunge Pistelli, «dopo essersi smarcato da tutti», ora verrà il momento «di dover dimostrare che oltre a vincere una battaglia elettorale si è anche capaci di guidare».
Più critico il deputato del Pd è con Michele Ventura, ministro nel ombra del Pd: «Ci sarà invece tempo e modo per capire l’operazione kamikaze dell’ultimo candidato - dice -, buona per uno scontato quarto posto, buona per disamorare una parte dell’elettorato che sopravvalutandone il peso ha preferito stare a casa convinta che il gioco veniva così alterato, buona per dare un’ultima spinta a quelli che già avevano la voglia di sbaraccare il campo».
Pistelli, ricorda che Renzi «ha vinto in modo chiaro e diffuso in tutta la città , comprese quelle ad insediamento più tradizionalmente di sinistra», con una «linea esplicita di rottura con l’amministrazione uscente, con il partito nazionale e quello locale».
Fonte: Quotidiano Il Firenze del 17 Febbraio 2009, articolo di Claudio Bozza









Quartiere 4 isolotto da parlare per precari.. cambiato sito.. no parole…