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Prostituzione a Firenze

Inserito da admin • Gen 13th, 2008 • Categoria: Notizie


Una prostituta sul viale delle CascineLe solite zone da anni, i volti che cambiano ogni mese. Visi che arrivano dall’Est o dall’Africa. Che si ‘affittano’ ogni notte per pochi euro, che dietro, nascondono storie di privazione e sfruttamento. E’ la storia di Maria, tornata sulla strada per paura di ritorsioni. E’ la storia di centinaia di ragazze, anche minorenni, che di mestiere a Firenze, fanno le prostitute. Da Novoli alle Cascine, passando per via Aretina e via Pratese, fino ad arrivare alla stazione. Un fenomeno contro il quale gli investigatori lottano da tempo, insieme al Comune.

Spesso però le organizzazioni che tengono il filo di questa tratta, spostano le ragazze da un posto all’altro nel giro di pochi mesi. Secondo una stima della prefettura, nei numeri il fenomeno prostituzione è contenuto in un centinaio di ragazze in affitto a notte. Numero che si alza a sentire le associazioni che si occupano della cosa: almeno tre volte superiore. Recenti inchieste hanno messo in luce anche i meccanismi delle tratte, arrivando a sgominare, in alcuni casi, vere e proprie organizzazioni.
L’ultima indagine, in ordine cronologico, quella del pm Fedele La Terza, che ha portato in carcere cinque persone, accusate di sfruttamento della prostituzione di giovani brasiliane nella zona di San Jacopino. Sempre brasiliane, entrate in un’altra inchiesta, quella condotta dal pm Gianni Tei, a cui venivano affittati appartamenti, ora sotto sequestro, in varie zone della città. Lì le giovani si prostituivano, i proprietari sono stati denunciati.

Altra indagine, altro mondo di prostituzione portato alla luce nel mese di dicembre. Stavolta maschile. Con l’aiuto della polizia amministrativa, la Polfer identificò e arrestò un rumeno ritenuto il vertice del racket sul giro di ‘femminielli’ al cinema Italia. Ai ragazzini veniva promesso un lavoro da muratore e poi finivano ‘in pasto’ agli avventori del cinema. Sulla prostituzione maschile minorile alle Cascine invece, l’indagine del pm Ettore Squillace Greco è ancora in corso, dopo che un uomo era stato trovato in auto con un bambino di 12 anni e dopo l’inchiesta de Il Firenze.

Sono una sorta di ‘passaggi del sesso’, aperti tra le inferriate dei giardini che costeggiano il fiume in lungarno Colombo. Varchi ricavati segando alcune delle sbarre delle cancellate, per trasformare l’area verde sulla sponda dell’Arno in un teatro di incontri notturni a luci rosse. La denuncia arriva da alcuni residenti della zona, e trova conferma nelle parole del presidente del quartiere 2, Gianluca Paolucci: il problema esiste, e risolverlo non è facile.
E il problema è questo: per rendere più invisibile la loro attività notturna e riuscire così a incrementare gli ‘affari’, le lucciole che si prostituiscono sul lungarno, per la maggior parte nigeriane, portano i loro clienti dentro il giardino, sfruttando questi passaggi aperti a tale scopo. Non più ‘incontri’ in auto, dunque, ma rapporti sessuali all’aria aperta sulle sponde dell’Arno, grazie ai buchi ricavati tra quelle grate montate con il preciso scopo di tenere le persone, di notte, lontane dal giardino.

«Siamo a conoscenza della questione da un pò di tempo - ammette Paolucci - tanto è vero che stiamo combattendo una ‘lotta continua’ con chi compie questi gesti, probabilmente i protettori delle prostitute. Poi controlliamo costantemente la zona e saldiamo le sbarre dove sono state segate, ma subito si aprono altri passaggi. E la storia va avanti così.»
In effetti è sufficiente una passeggiata nel giardino per accorgersi di come, di tanto in tanto, manchi qualche palo lungo le grate, quanto basta per far passare senza difficoltà una persona anche quando i cancelli sono chiusi. Perché nel parco, di notte,
l’ingresso è vietato: d’inverno i cancelli chiudono alle 18, d’estate alle 20, ma comunque, in teoria, dopo il calar del sole l’accesso sarebbe proibito. In teoria, appunto, perché qualcuno ha pensato bene di trasformare quei giardini, ben riparati da occhi indiscreti grazie alla loro posizione, in bordelli a cielo aperto dove consumare sesso a pagamento. E i residenti della zona non ne possono più. «Servirebbero più controlli, ogni tanto c’è qualche retata ma non serve a nulla, perché dopo poche ore l’attività riprende come se niente fosse», si sfoga Rosa, che abita nella zona da quasi 20 anni.
«Possibile che non si riesca a trovare una soluzione, se il problema è conosciuto?», si domanda Luciano, e con lui molti altri residenti del quartiere. Possibile.
«Perché purtroppo le inferriate non sono state fatte di ferro ‘pieno’, ma dentro sono vuote, e tagliarle è relativamente facile, anche con piccoli seghetti - risponde Paolucci - il quartiere interviene per saldare i pali mancanti non appena può, ma la cancellata è molto lunga, sono interventi per cui è necessario il lavoro di un fabbro, e ci vogliono molti soldi. Poi abbiamo a disposizione fondi limitati per le opere di manutenzione, che non bastano per tutto quello che ci sarebbe da fare».
Una soluzione, al vaglio del quartiere, è quella di costruire, lungo tutta l’inferriata, una base di ferro ‘pieno’, di modo che segare le sbarre diventi più difficile. E che il giardino non si trasformi più, di notte, nel teatro di incontri proibiti con vista sull’Arno.

Fonte: Quotidiano Il Firenze del 28 Dicembre 2007 e 9 Febbraio 2008

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