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Vino, scandalo Brunello archiviato

Inserito da admin • Feb 23rd, 2009 • Categoria: Mangiare


La Toscana affronta con fiducia i mercati in flessione. E il Chianti deve difendersi dai falsi. A Montalcino si torna a guardare con ottimismo agli Usa. Ossigeno da Germania e Svizzera.
Una Toscana del vino che affronta il 2009 con fiducia, malgrado il momento economico non esattamente favorevole: è questa la fotografia che emerge da una settimana che ha visto protagoniste le principali Docg della regione, che hanno presentato le nuove annate, fra poco in commercio, a giornalisti, provenienti da tutto il mondo, e numerosi operatori italiani del settore.
A San Gimignano continua la tradizione di confrontarsi con i vini di altri territori, non tanto per sfidarsi in singolar tenzone, quanto per capire meglio le caratteristiche della Vernaccia e la sua possibilità di crescita. L’impressione, dopo l’assaggio con i vini della zona di Hermitage, è decisamente positiva e fa capire come nello sviluppo della prima Doc italiana ci sia la possibilità di insistere sull’invecchiamento.
Il consorzio del Chianti Classico, che ha scelto Firenze per l’assaggio dell’annata 2007 e della Riserva 2006, ha lanciato, per bocca del suo presidente, Marco Pallanti, il grido di allarme legato ai problemi di contraffazione e protezione di un nome e di un marchio che tutto il mondo ci invidia; una spesa non indifferente, da un punto di vista legale, ma indispensabile per evitare pericolosi fraintendimenti con prodotti di dubbia qualità.

A Montepulciano erano di scena le annate 2006 e 2005 Riserva del vino Nobile; nella città poliziana, per l’occasione, è stata assegnata anche la valutazione di 4 stelle su 5 per l’annata 2008, da parte di una speciale commissione composta da giornalisti ed enologi. Il Nobile è oggi il vino toscano che presenta le maggiori possibilità di sviluppo qualitativo, con un interesse crescente sui mercati internazionali per il Rosso di Montepulciano, più economico e di pronta beva rispetto al ‘cugino’. Germania e Svizzera sono i mercati che assorbono da soli quasi il 60% della produzione, ma buone potenzialità si riscontrano anche negli Stati Uniti e nei paesi orientali.

A Montalcino si guarda al futuro con rinnovato ottimismo, dopo che una trasferta negli Stati Uniti, a San Francisco e a New York, ha confermato l’entusiasmo da parte degli americani per il Brunello; complice l’annata 2004, equilibrata e piacevole come non accadeva da tempo, si è tornati ad apprezzare il vino il cinese per la sua eleganza e finezza, dopo anni nei quali si ricercava una maggior potenza e struttura.
Anche a Montalcino, consueta tradizione della consegna delle stelle all’annata 2008, che anche in questo caso ha ottenuto la valutazione di 4 stelle su 5.

Fonte: Quotidiano Il Firenze del 23 Febbraio 2009, articolo di Leonardo Romanelli

One Response »

  1. In pratica una tipica storia italiana… :-)

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