Giubbe Rosse, cena futurista
Inserito da admin • Feb 13th, 2009 • Categoria: Mangiare
A cento anni dal manifesto di Marinetti due serate dedicate al movimento con portate come il ‘placafame’ ‘fragola mammella’ e altre.
Il pranzo futurista è servito. Alle Giubbe Rosse, il 16 e 17 febbraio, il centenario del Futurismo si festeggerà a suon di portate. Due banchetti, dalle 21, metteranno sul piatto degli ospiti, l’accattivante e improbabile ‘Menù del pranzo d’amore ovvero le curve del mondo e i loro segreti’. Un titolo poetico ed evocativo, che cela tra l’altro anche un misterioso happening teatrale affidato alla Compagnia delle Seggiole.
Ma torniamo al menù. Piatti da gustare innanzitutto, alle Giubbe Rosse non potrebbe essere altrimenti. Ad essi però, in questa particolare occasione, verranno abbinati anche piatti soltanto da guardare, come fossero delle vere e proprie opere d’arte. Ciò perché, se da una parte il movimento artistico guidato da Filippo Tommaso Marinetti, negli anni Trenta scrisse un notevole Manifesto della cucina futurista, oggi quelle stesse ricette si presentano fin troppo ardite, diciamo pure improponibili.
E allora, lo chef delle Giubbe Rosse Angelo Mazzi, ha pensato bene di renderle tutte godibili, ma alcune per il palato, altre invece, solo per gli occhi. Fiorenzo Smalzi, patron dello storico caffè fiorentino, spiega: «Le ricette erano scritte in senso prevalentemente letterario e sarebbero state immangiabili. Abbiamo quindi creato un menù con pietanze succulente, che includesse però anche piatti ricostruiti solo come opere d’arte».
Ecco qualche anticipazione: si inizierà con alcune polibibite da aprigola, quali ‘decisione’, ‘inventina’, ‘giostra d’alcool’ e ‘brucioinbocca’. Si proseguirà con della ‘fragola mammella’, del ‘placafame’ e del ‘viamerò così’, per passare poi alla ‘vivanda ritratto dell’amico Bruno’, all’ ‘uomo donna mezzanotte’ fino alle ‘uova divorziate’. Ancora uno sforzo per la ’superpassione’ e dulcis in fundo con il dessert ‘comeunanuvola’.
Il tutto sarà annaffiato da ottimi vini italiani e da ‘acque non contaminate’. Nel menù, l’ingresso della pastasciutta, non poteva che essere severamente vietato. I futuristi infatti presero di mira il tipico piatto italiano, come un segno di banalità . Per sostituire l’ ‘alimento amidaceo’, preferirono immaginare un abbinamento di sapori che restituisse alla cucina, la sua forte carica sensuale. I titoli delle pietanze del resto, non lasciano spazio a dubbi sull’evidente volontà che ebbero Marinetti e compagni, di accostarli metaforicamente al desiderio amoroso. Anche la scenografia delle due serate sarà in tema: simile a un banchetto matrimoniale, avvolto da un ‘rosso rimorso vellutato’.
È inoltre gradito l’abito da sera o da nozze.
Prenotazioni allo 335-6170977. Cena e spettacolo: 50 euro.
Fonte: Quotidiano Il Firenze del 13 Febbraio 2009, articolo di Maurizio Busia









In questi giorni abbiamo una mostra sulla fotografia futurista a S.M.Novella.
Dovremmo organizzare altre cene futuriste!!!!!
Viva i Futuristi
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