Il Cenone di San Silvestro
Inserito da admin • Dic 30th, 2008 • Categoria: Mangiare
Il cenone di San Silvestro è alle porte, ma in molti devono ancora digerire il tour de force natalizio. I consigli dell’esperto per soddisfare la gola ma senza esaerare; occhio ai superalcolici, meglio un bicchiere di ‘bollicine’. Un trucco per le cene in compagnia: alzatevi con garbo da tavola per saltare una o più portate, funziona molto bene.
Ancora si devono iniziare i preparativi per il cenone di San Silvestro, ma già si odono i lamenti di tutti coloro che hanno iniziato il ‘tour de force’ gastronomico di Natale e Santo Stefano, che rischia di portarli esausti alla tavola imbandita con gli amici. Sembra che sia indispensabile incontrarsi a tavola in questi giorni di festa, un aspetto piacevole che mette in luce la voglia di socializzazione diffusa tra la gente, che spesso non riesce ad esprimersi nel corso dell’anno, a causa dei ritmi frenetici del lavoro.
I ristoranti sono pieni anche nei giorni a cavallo delle feste, poichè in tanti preferiscono trascorrere a casa ed in famiglia la ricorrenza, scegliendo altri momenti per uscire. Forse è il caso di dare qualche consiglio su come sopravvivere a questo mangiare senza fine, riuscendo a scansare problemi gastrointestinali acuti o sonnolenza del dopo pasto. Per prima cosa, anche se i dietologi non lo consigliano, sarà il caso di cominciare a saltare qualche pasto, come la colazione, sostituita da succhi di frutta o, con questo freddo, anche con qualche calda tisana depurante.
Spremute e qualche frutto fresco serviranno a non soffrire la fame, magari consumati come spuntino di mezza mattina. Il problema più difficile si pone una volta seduti, alla tavola del pasto principale: se non si riesce a lasciare qualcosa nel piatto, meglio alzarsi ogni tanto per far due chiacchiere e saltare una portata, nel caso di inviti in casa d’altri, altrimenti attenersi alla vecchia regola del monopiatto: pasta a pranzo e carne la sera.
La pietanza più pericolosa rimane il dolce, per la sua ricchezza di zucchero e di grassi: potendolo sostituire con della frutta cotta sarebbe un passo avanti sulla via della digestione, altrimenti meglio scegliere, malgrado il freddo, un gelato di frutta, che soddisfa la gola ma non appesantisce. I vini devono essere serviti nella giusta successione per evitare di soffrire di mal di testa: prima i bianchi, poi i rosati, se graditi, ed infine i rossi. Potendo scegliere, le due tipologie di vino preferite da chi tutti i giorni va a mangiar fuori sono il pinot nero e lo champagne, oppure spumante italiano come il Franciacorta.
Nel caso del vino rosso, la scelta avviene poichè non è ricco di tannini, il che lo rende digeribile e poco affaticante in bocca; lo champagne, invece, grazie all’anidride carbonica, facilita la beva senza appesantire in alcol. La mazzata finale al fegato viene data normalmente dai superalcolici: armagnac, cognac e rum sono gli accompagnamenti preferiti dei cioccolatini, ma portano a dormire seduta stante sul divano.
Il caffè decaffeinato lungo può sembrare un obbrobrio per i puristi della nera bevanda, ma la tazza grande serve ad indugiare nel dopo pasto, rifiutando gentilmente il distillato. Una bella cura per risolvere il lungo congedo dalla tavola, che porterebbe ad avere rovinata la notte causa incubi notturni da pandoro farcito o ricciarello glassato, sarebbe quella di partire per una sana passeggiata, ben coperti, terminata da un thè aromatizzato, magari all’arancio, evitando accuratamente di riscaldarsi con il vin brulè. Meglio una più rilassante camomilla.
Fonte: Quotidiano Il Firenze del 30 Dicembre 2008, articolo di Leonardo Romanelli








