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Luoghi del cuore Fai 2010

Inserito da admin • Gen 25th, 2011 • Categoria: Luoghi


RISULTATI FINALI

DELLA 5ª EDIZIONE DE “I LUOGHI DEL CUORE”

 

SELEZIONE TRA I LUOGHI PIU’ VOTATI

 

 

  1. Eremi Abbazia di Santa Maria di Pulsano,  Monte Sant’Angelo - FG

 

Al 1° posto con 34.118 segnalazioni, gli eremi dell’Abbazia di Santa Maria di Pulsano. Costruita nel VI secolo sul colle di Pulsano per volere del papa-monaco San Gregorio Magno in uno scenario di rocce grigie su strapiombi di oltre 200 metri, l’Abbazia è stata nei secoli – con alterne vicende storiche – luogo di monaci, anacoreti e cenobiti che si sono dedicati alla contemplazione e all’ascesi. Intorno all’edificio si trovano numerosi eremi (per ora ne sono stati censiti 24), alcuni dei quali ubicati in luoghi davvero inaccessibili.

Gli eremiti che abitavano queste celle erano senz’altro in comunicazione tra di loro, dal momento che alcuni eremitaggi erano dedicati alla vita comunitaria (di culto e di abitazione) e al lavoro collettivo (un eremo è stato persino adibito a mulino); inoltre gli eremi – alcuni dei quali sono affrescati - sono collegati da una rete di sentieri e scalinate e da una vera e propria “rete idrica” di canali scavati nella roccia per convogliare le acque.

Il sito ha visto incursioni saracene e il passaggio di diversi ordini monastici fino all’abbandono nel 1969, che ha portato a un progressivo degrado degli eremi e a un processo di grave depauperamento artistico dell’Abbazia, a causa di furti di ignoti e atti vandalici. Nel 1997, la chiesa abbaziale è stata riaperta al culto pubblico e vi è stata fondata la Comunità Monastica di Pulsano. Oggi i monaci con costanza e passione si prendono cura degli eremi e ne garantiscono - laddove possibile data l’ubicazione non sempre di facile accesso - la fruizione; gli eremi sono però numerosi e alcuni necessitano di interventi mirati di recupero e manutenzione.

 

  1. Casa Desanti Bossi, Novara

 

Al 2° posto con 26.150 segnalazioni, Casa Desanti Bossi, splendida villa ottocentesca realizzata nel 1859 per il nobiluomo Luigi Desanti. L’edificio ha preso poi il nome dalla nobile famiglia novarese Bossi, che ne divenne proprietaria nel 1880. La casa è stata disegnata dall’architetto Alessandro Antonelli e rappresenta uno dei migliori esempi di architettura civile dell’Ottocento.

La struttura, di pianta rettangolare, si sviluppa intorno a due cortili ed è stata la suggestiva ambientazione del romanzo “Cuore di Pietra” di Sebastiano Vassalli (Einaudi, 1996). All’interno del palazzo vi è l’imponente scalone d’onore che conduce agli appartamenti, tuttora impreziositi da varie decorazioni pittoriche. Nel 1951 la proprietà della Villa passò al “Civico Istituto Dominioni” che nel 1970 mise gran parte degli arredi all’asta. Attualmente di proprietà del Comune di Novara, da anni è chiusa e necessita di numerosi lavori di restauro.

Per la sua salvaguardia si è attivato anche il noto architetto, Vittorio Gregotti, novarese doc, che ritiene assolutamente indispensabile il recupero di questo bellissimo edificio.

 

3. Chiesa di Santa Caterina, Lucca

 

Al 3° posto con 19.238 segnalazioni, la Chiesa di Santa Caterina, costruita nel 1575 e poi completamente trasformata nel 1738 dall’architetto lucchese Francesco Pini, allievo dello Juvarra, che la rese uno dei più significativi esempi di edilizia religiosa barocca nella città di Lucca. All’interno, oltre ai dipinti a opera di Bartolomeo De Santi e Lorenzo Castellotti, è tuttora presente un piccolo organo dei primi dell’Ottocento. Un tempo l’edificio era conosciuto come la “Chiesa delle Sigaraie” per tutte le donne che preparavano a mano i celebri sigari “toscani” e che avevano l’abitudine di pregare nella Chiesa  di  Santa  Caterina  prima  di  recarsi alla  Manifattura Tabacchi,  situata  proprio  di  fronte.  Lo

scrittore e poeta toscano Mario Tobino la descriveva così in un suo libro: “E’ una danza, un recitare di attrici, aprirsi e chiudersi di ventagli (…) E’ piccola, un salotto: è la grazia di un secolo, del Settecento”.

La Chiesa attualmente è chiusa e necessita di urgenti lavori di restauro.

 

 

  1. Fortezza Svevo Angioina, Lucera - FG

 

Al 4° posto con 15.988 segnalazioni, la Fortezza Svevo Angioina, vasta e imponente rovina di quella che fu una delle più potenti fortezze del Regno. Situata sul colle più alto di Lucera e per secoli osservatorio militare sull’intera distesa del Tavoliere delle Puglie, fu eretta tra il 1269 e il 1283 per volere di Carlo I d’Angiò, che affidò la direzione della costruzione delle mura a vari maestri italiani e francesi del tempo. Oggi rimangono soltanto i resti del castello e della cinta muraria. La Fortezza rappresenta una vera miniera archeologica in cui si mescolano tracce di epoche diverse.

Nel 2010 sono state organizzate numerose iniziative per dare visibilità a questo monumento, tra cui un concorso fotografico riservato alle scuole e la presentazione di un progetto di restauro, mentre per il 2011 è già in previsione un ciclo di conferenze in onore della storica Fortezza.

 

  1. Chiesa di San Filippo Neri, Fermo

 

Al 5° posto con 12.849 segnalazioni, la Chiesa di San Filippo Neri. La struttura, annoverata tra le più interessanti delle Marche per la preziosità degli apparati decorativi e pittorici, rappresenta un notevole esempio dello stile barocco nella regione e, con le sue mura, contribuisce a ricordare l’antica presenza dei Filippini a Fermo. Consacrata nel 1607, la Chiesa presenta una facciata incompiuta con portale barocco in pietra istriana, e a metà del Settecento venne inglobata al convento che le fu costruito accanto. L’edificio conserva tuttora apparati decorativi e pittorici di valore, anche se quelli di maggior rilievo artistico sono custoditi presso la Pinacoteca Comunale.

Oggi di proprietà del Comune, la Chiesa fu chiusa al culto nel 1925 e, dopo anni di progressivo abbandono, verte oggi in uno stato di completo degrado. A seguito del sisma che ha colpito le Marche nel 1997, il Comune ha redatto un progetto di riparazione che è stato approvato nel 2003. I lavori sono stati avviati nel 2009.

 

  1. Stazione Radiotelegrafica “Guglielmo Marconi”, Pisa

 

Al 6° posto con 12.291 segnalazioni, la Stazione Radiotelegrafica “Guglielmo Marconi”, opera di alta ingegneria inaugurata nel 1911 alla presenza del celebre e omonimo inventore italiano, chiamato da Re Vittorio Emanuele III per proseguire in Italia gli studi che stava conducendo in Cornovaglia. La Palazzina Marconi, costruita nella frazione di Coltano, fu capace di riassumere nelle sue architetture sia la funzionalità che la monumentalità necessarie per l’epoca. Il centro fino al 1940 fu regolarmente attivo e utilizzato per comunicazioni in tutto il mondo. I primi segnali inviati dalla Stazione Marconi raggiunsero il Canada e l’Eritrea; sempre qui fu ricevuto l’SOS del Titanic e, nel 1931, partì proprio da Coltano il segnale che accendeva le luci del Cristo Redentore a Rio de Janeiro. Sfortunatamente, durante la Seconda Guerra Mondiale, le antenne furono completamente distrutte e mai più ripristinate.

La struttura è di proprietà demaniale e ha avuto il riconoscimento di “bene di valore storico ambientale”. Anche il noto archeologo Salvatore Settis si è attivato per sollecitarne il restauro: “E’ un luogo bellissimo ma straordinariamente trascurato nel quale stanno insieme natura, cultura e, grazie a Marconi, tecnologia. Andrebbe recuperato e reso visitabile per restituirlo alla collettività”.

 

7.   Vecchio ospedale civile, Andria

 

Al 7° posto con 10.713 segnalazioni, il vecchio ospedale civile di Andria, antico fulcro della vita cittadina, attualmente dimenticato. L’edificio nel XIV secolo fu sede di un convento, poi residenza privata di facoltose famiglie e infine nel XVII secolo ospitò un seminario, finché nel 1838 il Vescovo Giuseppe Cosenza lo adibì a ospedale: c’erano tre stanze, ventisei posti letto e una cappella. Questa funzione rimase attiva fino al 1938, anno in cui si concluse la costruzione del nuovo ospedale civile dedicato al generale Lorenzo Bonomo.

Da quel momento lo stabile ha avuto diversi utilizzi, fino a essere completamente abbandonato e murato per impedire l’accesso agli estranei. Oggi è di proprietà della  ASL e il Comune vorrebbe  acquisirlo per

trasformarlo in polo culturale.

 

  1. Stadio Filadelfia, Torino

 

All’8° posto con 10.291 segnalazioni, lo Stadio Filadelfia fu costruito nel 1926 per volere del Conte Enrico Marone di Cinzano, allora presidente della squadra Granata.

Per oltre un trentennio lo stadio ha ospitato le partite del Torino Calcio che qui ha vinto sei dei suoi sette gloriosi scudetti. Quando la squadra si è trasferita in una struttura più moderna, il Filadelfia è stato progressivamente abbandonato, in poco tempo gli spalti si sono deteriorati e negli anni ’80, soprattutto a causa del cattivo calcestruzzo usato nella costruzione, ci sono stati  parziali crolli delle strutture. Nel corso degli anni, in occasione dei vari cambi di dirigenza del Torino, si è tentato più volte di recuperare questo luogo-simbolo: nel 1995 l’ex sindaco di Torino Diego Novelli ha dato vita a una fondazione destinata al recupero dell’impianto ed è stato anche  elaborato un progetto  di restauro che tuttavia, a causa di difficoltà burocratiche, è stato rinviato.

La struttura è mantenuta in discrete condizioni grazie agli “Angeli del Filadelfia”, un gruppo di tifosi affezionato allo stadio che si occupa della sua cura.

 

9.  Parco Papadopoli, Vittorio Veneto - TV

 

Al 9° posto con 9.299 segnalazioni, il Parco Papadopoli realizzato verso la metà dell’Ottocento su disegno dell’architetto Antonio Caregaro Negrin e considerato il più importante parco d’autore della provincia di Treviso. Al suo interno, a rimarcare gli ideali risorgimentali dell’epoca in cui è stato creato, si trovano il busto di Garibaldi e quello di Vittorio Emanuele II.

Dal 1969 è aperto al pubblico ma un progetto di alienazione del Comune di Vittorio Veneto che ne è proprietario, prevede che  sia ceduto insieme a Villa Papadopoli. Molti si oppongono alla vendita e proclamano l’importanza dell’uso pubblico di questo bene. Tra gli altri, anche il noto poeta Andrea Zanzotto.

 

10.  Chiesa di San Bartolomeo, Stromboli - ME

 

Al 10° posto con 9.089 segnalazioni, la Chiesa di San Bartolomeo risalente al XVIII secolo, voluta e costruita con passione e sacrificio della gente dell’Isola di Stromboli.

E’ raggiungibile grazie ad alcuni gradini che conducono all’ampio sagrato: al suo interno si possono ammirare stucchi ottocenteschi e una cupola a crociera costellata di stelle oro e blu. Alla costruzione dell’edificio hanno partecipato, inviando denaro, anche tanti siciliani emigrati in  Australia, Argentina, Stati Uniti, Canada e Nuova Zelanda.

La Chiesa – che con il suo frantoio annesso rappresentava il punto di riferimento per gli agricoltori che vi si recavano per la spremitura delle olive - è stata chiusa alla comunità nel 2002, anno in cui una forte scossa di terremoto ha provocato diversi danni all’intera struttura.

 

     11.  Pieve di Marinasco, La Spezia

 

All’11° posto con 8.799 segnalazioni, l’antica Pieve di Marinasco – frazione di La Spezia - situata sul colle omonimo e dedicata a Santo Stefano. Le prime notizie che si hanno della Chiesa risalgono al 950, mentre la costruzione attuale, che oggi presenta interni in stile barocco, risale al XIII secolo.

L’edificio, anche a causa di gravi infiltrazioni d’acqua, verte ora in stato di grave abbandono: l’intera struttura è indebolita, gli affreschi sono deteriorati e vi è il pericolo di cedimento di alcune parti. Inoltre è stato recentemente messo in sicurezza perché la collina su cui è costruito è stata sul punto di franare.

 

  1. Torre Ravaschiera, Satriano - CZ

 

Al 12° posto con 8.493 segnalazioni, l’antica Torre Ravaschiera, unico mastio del comprensorio di Soverato a essere ancora in piedi - anche se in pessimo stato di conservazione - situato a circa un chilometro dal mare, in un luogo nascosto della valle del fiume Acinale.

Nel 1500, periodo in cui venne costruito, l’edificio era in collegamento visivo con altre due torri. E’ una tipica costruzione a pianta quadrangolare e deve il suo nome alla famiglia dei principi Ravaschiera. Nel XVII secolo venne accorpato alla struttura un frantoio, ora abbandonato.

Attualmente la Torre è di proprietà privata ed è sottoposta al vincolo della Soprintendenza.

 

13.   Complesso del Monte Calvario, Foggia

 

Al 13° posto con 8.335 segnalazioni, il Complesso del Monte Calvario. Il padre cappuccino Antonio da

Olivadi, arrivato a Foggia alla fine del  Seicento,  trovò una città  piegata  dalla siccità  e si  adoperò  per dare speranza e fede alla gente. Dopo una predicazione poco fuori dalla città, all’incrocio di due importanti tratturi, piantò sette croci. Così intorno a queste povere e nude croci, nacque il Complesso Monumentale del “Real Tempio di Monte Calvario”, formato da un arco trionfale in stile barocco, cinque cappelle e una chiesetta con pianta a croce latina, costruita a partire dal 1693 e benedetta nel marzo del 1742. Sotto la Chiesa vi è una piccola cripta, chiamata “Terra Santa”, dove riposano i resti dei soldati della Prima Guerra Mondiale e dove si dice avvenissero riunioni segrete durante il Risorgimento.

I segnalatori lamentano lo stato di incuria in cui si trova oggi una parte del complesso monumentale: alcune cappelle sono sorrette da impalcature e la struttura in tufo dell’arco si sta sgretolando.

 

  1.   Oratorio di Sant’Antonio, Anguillara Veneta – PD

 

Al 14° posto con 7.670 segnalazioni, l’Oratorio di Sant’Antonio, edificio risalente al 1660 e costruito per volere della Veneranda Arca di Sant’Antonio con l’intento di creare una sede dominicale elegante e capiente nei pressi del ponte del Taglio.

In data non nota i suoi preziosi arredi furono indebitamente sottratti da privati e solo a seguito di indagini promosse dalla Soprintendenza per i Beni Artistici e Storici del Veneto, sono tornati a essere proprietà della Veneranda Arca del Santo. Attualmente sono in attesa di essere ricollocati nelle stanze dell’Oratorio che, nel 2001, è stato colpito da un incendio e necessita oggi di un intervento di restauro, nonché di una nuova destinazione d’uso.

 

  1.   Oratorio di San Rocco, Tortona - AL

 

Al 15° posto con 7.552 segnalazioni, l’Oratorio di San Rocco, sede della Confraternita della Misericordia, il cui compito principale era inizialmente l’assistenza ai carcerati e ai condannati al patibolo.

I lavori di costruzione dell’edificio – affidati a maestranze ticinesi - iniziarono nel 1622. Al suo interno l’Oratorio conserva due tele seicentesche: una di notevole interesse artistico, commissionata nel 1631 dalla comunità tortonese come ex voto per la cessata peste e attribuita dalla critica a Giuseppe Badaracco, e una decollazione di San Giovanni, attribuita a Melchiorre Gherardini.

La struttura versa da tempo in condizioni precarie.

 

16. Chiesa di San Michele in Insula, Trino – VC

 

Al 16° posto con 7.507 segnalazioni, fuori dall’abitato di Trino, in un sito che mantiene l’antica denominazione di Insula, perché era circondato da due rami del Po, la Chiesa romanica di San Michele in Insula. Le prime testimonianze scritte risalgono al X–XI secolo ma si ipotizza che la struttura sia stata costruita su un precedente edificio sacro, dal momento che il luogo era abitato fin dall’età romana e protetto da una cinta muraria.

La Chiesa è stata restaurata dalla Soprintendenza per i Beni Architettonici della Regione Piemonte intorno al 1980. Sarebbero auspicabili interventi di musealizzazione - all’interno della Chiesa e nell’area esterna - finalizzati alla fruizione dei ritrovamenti archeologici emersi nel corso degli scavi condotti dall’Università degli Studi di Torino.

Tra i vari segnalatori anche un testimonial d’eccezione: l’étoile Roberto Bolle che nella fase di lancio di questa edizione del censimento ha votato la Chiesa di San Michele in Insula come suo “luogo del cuore”.

 

17.   Lungomare Falcomatà e Lido comunale, Reggio Calabria

 

Al 17° posto con 6.665 segnalazioni, il Lungomare Falcomatà e il Lido Comunale di Reggio Calabria. I lavori di costruzione del Lungomare risalgono al 1912, anno in cui venne approvato il progetto definitivo, ancora identificabile nell’attuale impianto urbanistico.

Nel tempo, lo scenario architettonico del viale si è arricchito con monumenti e opere di artisti calabresi. In questo contesto si trova il Lido Comunale “Ammiraglio Genoese Zerbi”, tra le strutture balneari pubbliche più grandi d’Italia, fulcro di manifestazioni nel periodo estivo. La bellezza di questo luogo è diventata celebre anche grazie a Gabriele D’Annunzio a cui sarebbe attribuita la definizione del Lungomare di Reggio Calabria come ‘il più bel chilometro d’Italia’.

L’intero complesso - Lungomare e Lido - ha sofferto un forte degrado negli anni ’70 e necessita di importanti interventi di restauro.

 

  1. Castello, Ivrea - TO

 

Al 18° posto con 6.617 segnalazioni, l’imponente Castello di Ivrea,  situato nella parte alta della città  e

chiamato da Giosuè Carducci castello “dalle rossi torri”.

Il poderoso edificio - a pianta quadrata con vasto cortile e  rafforzata agli angoli da slanciate torri cilindriche, di cui la maggiore fu gravemente danneggiata nel 1676 da un fulmine - fu costruito nel 1358 su committenza di Amedeo VI di Savoia per scopi difensivi. Il complesso in cui fu inserito comprendeva le sedi del potere politico e religioso di stampo medioevale: il Comune, il Capitolo vescovile e la Chiesa. Sensibilmente modificato negli anni successivi, dal 1750 al 1970 l’intera struttura è stata usata come carcere ed è stata completamente spogliata di tutti i preziosi arredi interni.

Oggi il Castello appartiene al Demanio ed è affidato al Comune di Ivrea che, a sua volta, è supportato dall’Associazione “Castello di Ivrea”, fondata nel 1994.

 

  1.  Chiesetta di Sant’Antonio Abate, Trepuzzi - LE

 

Al 19° posto con  6.507 segnalazioni, la Chiesetta di Sant’Antonio Abate, eretta per volere del devoto Francesco Longo e dei suoi fratelli. All’interno, sui muri del piccolo edificio, si possono ammirare alcuni dipinti raffiguranti Sant’Antonio, la Vergine e la colomba dello Spirito Santo.

La piccola costruzione, situata a poca distanza dalla Chiesa Madre, viene menzionata per la prima volta in un verbale del 1640 e apparteneva un tempo all’Ordine Costantiniano del quale si vede ancora oggi lo stemma collocato sulla porta d’ingresso.

La Provincia di Lecce, grazie anche al generale interesse della comunità civile e degli organi religiosi, ha promosso e realizzato alcuni interventi di restauro.

 

20.  Fortezza Medicea, Sansepolcro - AR

 

Al 20° posto con 5.591 segnalazioni, la Fortezza Medicea, uno dei simboli di Sansepolcro. La struttura - progettata da Giuliano da Sangallo e completata nel 1561 da Alberto Alberti - è un bell’esempio di architettura militare dei primi del Cinquecento ed è il rifacimento di una precedente costruzione risalente al 1318.

Di forma quadrilatera irregolare, con quattro puntoni angolari, nell’Ottocento fu trasformata in azienda agricola e oggi è di proprietà privata. Attualmente la Fortezza - recintata - verte in stato di abbandono e un anno fa è crollata una parte del tetto. Nel 2009 il Comune ha fatto un’offerta di acquisto alla proprietà, ma non è ancora stato raggiunto un accordo.

 

21.  Santuario della Madonna del Monte, Marciana – LI

 

Al 21° posto con 5.064 segnalazioni, il Santuario della Madonna del Monte, il più antico e famoso di tutta l’Isola d’Elba, già attestato nel XII secolo. Vi si venera l’immagine della Madonna Assunta, dipinta su un blocco di granito murato nella parete, la cui origine si fa risalire ai secoli XII-XIV. Proprio qui l’Imperatore Napoleone - tra il 1814 e il 1815 - trascorse alcuni giorni e incontrò la contessa Walewska. L’edificio originario del XII secolo è situato sul versante settentrionale del Monte Giove, in una zona di grande interesse archeologico, e offre un ampio panorama. Gli arredi interni risalgono al XVII secolo e nel 1995, sono stati rinvenuti affreschi cinquecenteschi attribuiti al Sodoma.

Il Santuario è di proprietà della Curia e necessita di interventi di restauro.

               

22.  Parco del Brembo, Dalmine – BG

 

Al 22° posto con 4.963 segnalazioni, il Parco del Brembo, concreto esempio di tutela di un’ampia zona verde, pari a 970 ettari.

Il Parco Locale di Interesse Sovracomunale del basso corso del fiume Brembo è stato istituito da 7 Comuni lambiti dal fiume - Boltiere, Osio Sotto, Osio Sopra, Dalmine, Filago, Madone e Bonate Sotto – ed è caratterizzato da interessanti aspetti paesaggistici, naturalistici e culturali, alternando zone agricole e ampi spazi boschivi a interessanti testimonianze storiche: chiese, castelli, resti di attività industriali, ponti.

 

23.  Parco e Villa Cavallini, Lesa - NO

 

Al 23° posto con 4.553 segnalazioni, Parco e Villa Cavallini, affacciati sul Lago Maggiore.

L’imponente dimora è il risultato della fusione di tre edifici ed è interamente circondata da un bellissimo giardino, sistemato in parte all’italiana e in parte all’inglese. E’ stata ceduta dall’ultima erede, Adelaide Cavallini, al Comune di Lesa con l’unico vincolo di proseguire l’attività formativa da lei iniziata: già nei primi anni ’30, infatti, la signora aveva promosso la creazione di una scuola di giardinaggio destinata agli abitanti della zona.

La Villa, dopo aver ospitato fino a pochi anni fa l’Istituto Professionale Statale per l’Agricoltura e il convitto annesso, verte ora in stato di abbandono e la sede della scuola è attualmente in un edificio moderno situato al margine del parco. La Provincia di Novara si è ora attivata per mettere in sicurezza il parco che circonda tutta la struttura.

 

24.  Loggia dipinta e ninfeo di Palazzo Guarnieri, Imperia

 

Al 24° posto con 4.301 segnalazioni, la loggia dipinta e il ninfeo di Palazzo Guarnieri a Imperia.

Il Palazzo, risalente al XVI secolo, è caratterizzato da due serie sovrapposte di grandi arcate e spicca tra le case arroccate sul promontorio di Porto Maurizio. I Guarnieri - illustre famiglia di commercianti e banchieri - lo fecero costruire e lo abitarono per tre secoli. La parte più rappresentativa dell’edificio, il loggiato esterno, ha subito un lento ma inesorabile degrado legato all’abbandono della città da parte dei Guarnieri e dalla successiva frammentazione del Palazzo in singole unità abitative. La loggia necessita di urgenti interventi di restauro.

 

25.  Lungomare - giardino di Piazza 4 Novembre, Bari

 

Al 25° posto con 4.292 segnalazioni, il lungomare - giardino di Piazza 4 Novembre a Bari, piccola piazza dai ricordi risorgimentali, punto d’incontro tra il Lungomare Augusto e il Lungomare Nazario Sauro. La Piazza è caratterizzata dalla presenza del busto di Giuseppe Mazzini e di uno in bronzo di Giuseppe Massari - uno dei grandi protagonisti baresi del Risorgimento italiano- e al centro si trova una fontana monumentale degli anni ’50 di buona fattura.

Le statue, così come il giardino, necessitano di interventi di manutenzione e restauro, a causa dello stato di incuria e sporcizia in cui versano.

 

26.   Monastero di Santa Chiara, Imperia

 

Al 26° posto con 4.196 segnalazioni, il Monastero di Santa Chiara, composto da una chiesa e da un loggiato che la congiunge con l’antica cinta muraria della città, di cui oggi rimane il torrione. Si tratta di un edificio in stile barocco, affacciato sul Mar Ligure, che spicca per lo splendido risultato raggiunto nella fusione tra l’opera dell’uomo e la natura che lo circonda. Fondato dalle Clarisse nel 1365, fu completamente rifatto nel Settecento insieme all’attigua Chiesa. Si tratta di un monastero di stretta clausura, di cui si possono visitare solo la Chiesa e i parlatori. Da qualche anno le monache clarisse ne hanno avviato, pur con enormi sacrifici, la ristrutturazione.

 

27.  Palazzo San Giacomo, Russi - RA

 

Al 27° posto con 4.022 segnalazioni, il Palazzo San Giacomo che si trova a circa due chilometri dal centro abitato, vicino al fiume Lamone. Costruito a partire dal 1664 quando la tenuta fu acquistata dal Conte Guido Rasponi, fratello minore del Cardinale Cesare Rasponi, l’edificio seicentesco aveva dimensioni superiori a quanto oggi rimasto: nei terreni circostanti erano infatti presenti una macina per il grano, due peschiere, una ghiacciaia e un giardino all’italiana, oggi in parte recuperato. All’interno del palazzo preziosi affreschi di Cesare Pronti e della scuola dei Barbiani. Attualmente l’edificio ospita importanti eventi culturali a carattere internazionale. I segnalatori temono la costruzione di un polo energetico a combustione di biomassa vicino al Palazzo e nella zona che comprende il sito archeologico della Villa Romana, una delle più importanti e meglio conservate del Nord Italia. Contro la costruzione si sono attivati anche Dario Fo, Franca Rame e Cristina Mazzavillani Muti.

 

28.  Villa Sorra, Castelfranco Emilia – MO

 

Al 28° posto, con 3.845 segnalazioni, Villa Sorra, tra le più importanti ville storiche del modenese e significativo esempio del barocchetto emiliano, con un bel giardino romantico tipico dell’Ottocento estense.

La tenuta conserva ancora oggi il nome dei Sorra, nobile famiglia che la fece edificare e ne ebbe la proprietà per oltre due secoli, e la presenza al suo interno di vari elementi - villa, edifici rustici, serra, parco storico, rovine romantiche, vie d’acqua, giardino, campagna – le conferisce un inestimabile valore storico, culturale e ambientale. Le sale interne della Villa sono impreziosite da ricche decorazioni pittoriche: dalle tempere su iuta che adornano le salette al piano nobile, alle grandi vedute scenografiche del salone d’ingresso realizzate in parete, fino alle decorazioni e agli affreschi presenti sulla volta di alcune sale.

 

29.  Arco Bollani, Udine

 

Al 29° posto con 3.777 segnalazioni,  l’Arco Bollani, monumento che segna l’esordio dell’attività del celebre architetto Andrea Palladio in Friuli Venezia Giulia. E’ situato nel centro di Udine, in Piazza Libertà, ai piedi della salita che porta al Castello. L’Arco è dedicato al luogotenente della Serenissima Domenico Bollani che, nel 1556, ne commissionò la realizzazione con un duplice intento: ringraziare per il termine di un’epidemia di peste e porre la città sotto il simbolo del Leone di San Marco, che - non a caso - sovrasta il monumento.

L’antica struttura è stata restaurata una ventina d’anni fa ma necessita tuttora di interventi di manutenzione, soprattutto sul “leone marciano” che orna la cima.

 

30.  Terrazzo Alluvionale dell’Oglio, Soncino – CR

 

Al 30° posto con 3.736 segnalazioni, il Terrazzo Alluvionale dell’Oglio, suggestivo declivio naturale alto tra gli otto e i dieci metri che conduce sino alle alture della valle del fiume, dove sono sorti i graziosi centri urbani medievali di Soncino, Orzinuovi, Calcio, Pumenengo, Genivolta, Azzanello, Urago d’Oglio e Quinzano d’Oglio. Il Terrazzo è formato dalla tipica campagna lombarda, punteggiata da cascinali sostanzialmente intatti che lo rendono un interessante unicum storico e architettonico.

Lo strumento urbanistico vigente (PGT) del Comune di Soncino ha previsto nella zona un aumento di costruzioni per oltre 500.000 metri cubi di cemento e attualmente è in progetto la realizzazione di una rotonda che insisterà sul declivio.

 

  1.  Scuola Rinnovata Pizzigoni, Milano

 

Al 36° posto con 3.187 segnalazioni,  la centenaria Scuola Rinnovata Pizzigoni, famosa per la sua originalità didattica e per la bellezza architettonica. L’istituto, classificato come “Scuola speciale di Metodo” deve il suo nome alla fondatrice, la pedagoga Giuseppina Pizzigoni che già alla fine dell’Ottocento promosse e sostenne l’idea di una scuola aperta al mondo e all’esperienza, basata su una concezione rivoluzionaria dell’insegnamento.

L’edificio che ospita la scuola - inaugurato nel 1927 - richiama lo stile delle case coloniche lombarde e si estende su un’area di circa ventiduemila metri quadrati, occupati dalle aule, da campi e strutture di agraria, viali, cortili per il gioco e una piscina. Attualmente necessita di interventi di manutenzione.

 

44.  La Vucciria e l’edicola marmorea del Genio, Palermo – PA

 

Al 44° posto con 2.495 segnalazioni, la Vucciria e l’edicola del Genio, protettore e simbolo della città di Palermo. Il Genio è rappresentato da un uomo maturo e vigoroso, incoronato e abbracciato a un serpente che sembra mordergli il petto. Nella città ci sono ben otto raffigurazioni che lo rappresentano: sei sculture, un affresco e un mosaico. Il Genio del Garraffo, detto in siciliano Palermu lu grandi (Palermo il grande) per distinguerlo da quello più piccolo di Palazzo Pretorio, scultura della fine del XV secolo, è posta nella nicchia di un’edicola muraria sul fronte occidentale della piazzetta Garraffo, a metà della via Argenteria, alla Vucciria.

 

53.  Terrazza panoramica/Piazza di Pigazzano, Travo - PC

 

Al  53° posto con  1.797  segnalazioni,  la   piazza con la  splendida  terrazza  panoramica  antistante  il

Santuario a Pigazzano, comune situato a 465 metri s.l.m. sul versante sinistro della media Val Trebbia. La terrazza-sagrato, dalla quale si gode una straordinaria vista  sulla pianura padana, risale ai primi del Novecento e oggi è in condizioni critiche e richiede una manutenzione urgente e radicale.

 

54.    Piè di marmo, Roma

 

Al 54° posto con 1.728 segnalazioni, “Piè di marmo” a Roma.

Il “Piè di marmo” è un frammento di un’importante statua d’epoca romana, quasi certamente raffigurante  Iside - dea della maternità secondo la mitologia egizia – e proveniente dal tempio a lei dedicato. Si trova in un punto cruciale e di grande passaggio nel centro storico di Roma. La superficie lapidea del monumento versa ora in stato di grave degrado e necessita di interventi di restauro di tipo conservativo.

 

73.  Ex cementificio Italcementi, Alzano Lombardo - BG

 

Al 73° posto con 1.158 segnalazioni, l’ex cementificio Italcementi di Alzano Lombardo, straordinario esempio di archeologia industriale degli inizi del Novecento, attualmente inutilizzato. Molte personalità del mondo della cultura, delle istituzioni e della società civile si sono recate a visitare la suggestiva struttura; tra loro anche lo storico dell’arte Philippe Daverio, secondo il quale il cementificio, ora decadente, merita un imponente progetto di recupero, in grado di favorire la rinascita di tutta la zona, anche in vista dell’Expo 2015. 

 

75.  Valli Cupe, Sersale - CZ

 

Al 75° posto con 1.103 segnalazioni, le Valli Cupe, situate ai piedi dell’altopiano silano, al centro di un ricco contesto paesaggistico, storico e culturale che rende l’intera zona uno tra i più affascinanti e suggestivi siti naturalistici della Presila catanzarese e dell’intera Calabria.

Le Valli Cupe si presentano come un canyon, unico in Italia per caratteristiche geo-morfologiche, ricco di specie animali e vegetali. Ad aumentare il fascino di questo suggestivo contesto, si aggiungono le viste e i panorami mozzafiato regalati dalle gole e dai dirupi che scendono a strapiombo per centinaia di metri.

 

79.  Egnazia, Fasano - BR

 

Al 79° posto con 992 segnalazioni, l’antica città messapica di Egnazia (detta anche Gnazia), abitata fino al Medioevo e di cui oggi rimangono solo rovine, tra terra e mare.

Egnazia rappresenta il sito archeologico più esteso della Puglia e si inserisce in un felice contesto naturalistico-ambientale. Attualmente solo una minima parte della città è stata portata alla luce, tutto il resto è interrato o sommerso dal mare. In passato Egnazia, grazie anche alla posizione geografica e alla  presenza del porto, ebbe grande risonanza: fu il centro attivo di importanti traffici e commerci e venne citata da celebri autori come Plinio, Strabone e Orazio. I primi insediamenti risalgono al XV secolo a.C., mentre sono state rinvenute delle tombe – decorate con raffinati affreschi - risalenti all’VIII secolo a.C..

L’antichissima città nasconde tuttora un prezioso patrimonio storico che necessita di essere valorizzato e tutelato.

 

98.  La Tintoria degli Scarlatti, Gandino – BG

 

Al 98° posto con 707 segnalazioni, la Tintoria degli Scarlatti di Prat Serval, oggi piccola cascina all’imbocco della strada verso Valpiana e un tempo deputata alla tintura del pregiato “scarlatto di Gandino”, un rosso acceso che affascinò anche Garibaldi.

Qui, infatti, furono tinte le camicie rosse dei Mille. Si tratta di un episodio tornato in auge proprio quest’anno, in occasione del 150° anniversario dell’Unità d’Italia. Nell’aprile 2010 Anita Garibaldi – pronipote dell’ “Eroe dei due mondi” - ha visitato la Tintoria, dove dal 1961 è posta una lapide onore del capitano.

7 Responses »

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