Chiesa di San Salvatore al monte, viaggio tra mille storie
By admin • Giu 23rd, 2008 • Category: Luoghi
In viaggio tra le mille storie di San Salvatore a Monte. Qui venne raffigurata per la prima volta la via crucis: adesso ci sono sette Francescani, tra cui Fra Adriano (in arte mago magone),che porta in giro per l’Italia il suo spettacolo di magia.
E’ un posto che ti resta nel cuore. E se anche l’occhio vuole la sua parte, c’è solo l’imbarazzo della scelta. Siamo alle spalle di Piazzale Michelangelo, chiesa di San Salvatore al Monte. Il giardino si affaccia su Firenze, è appoggiato sulle mura, e cela un passaggio segreto che lo collega a San Miniato. Proviamo a chiedere di dare un’occhiata all’apertura della scala a chiocciola, ma è rischioso e ci vuole un intervento tecnico del Comune.
Il giardino è stato restaurato qualche anno fa. La suddivisione è quella anticamente apportata dai frati: l’orto, gli alberi da frutto, le piante officinali e i fiori. Ci salterellano allegramente dei conigli. Sono i conigli di Frà Adriano, il frate prestigiatore in arte Mago
Magone. Il suo spettacolo, Gospel Magic, gira per tutta Italia. I frati sono sette, ordine francescano dei frati conventuali minori. Gestiscono le missione francescane nel mondo (contatti, formazione, progetti), i rapporti con la Terra Santa, e la predicazione in Italia. Faranno nel 2009 un musical in Santa Croce. Insomma cantano, recitano e mangiano cous-cous.
Il primo nucleo quattrocentesco apparteneva alla famiglia Tosa. La donazione ai frati avviene a patto che la ristrutturazione si concluda entro un anno, siamo nel 1417. E nel 1418 il primo nucleo è pronto. Più tardi sarà Lorenzo Il Magnifico a farne un mega cantiere rinascimentale con a capo il Cronaca e Giuliano da Sangallo. Vuole fare della chiesa francescana un’ideale acropoli per la nuova Atene che stava diventando Firenze.
I lavori sono finanziati dalla famiglia Quarratesi, il cui stemma è ovunque. Il progetto è molto ambizioso e ci sono degli attriti con i frati che chiedono si tenga conto di una maggiore austerità . E così cinque francescani supervisioneranno tutti i lavori. Fin dall’inizio del Cinquecento il convento è tra i primi che aderiscono all’Osservanza, una riforma interna dell’ordine per il ritorno ad una maggiore aderenza all’esperienza spirituale e di vita di San Francesco. La proprietà passerà al Comune nel 1866, con la soppressione di vari ordini religiosi.
Ai tempi il convento è rimasto senza posate e materassi. E due opere da novanta sono andate via, il Tondo Raczynskidi Botticelli ora a Berlino e un’Annunciazione del Beato Angelico. Ma la chiesa resta comunque zeppa di opere d’arte. Il crocifisso del Ferrucci restaurato da poco, le vetrate del Perugino, i fondi oro e le Robbiane. Ci sono due pulpiti, uno in pietra da dove il sacerdote faceva la sua predica, e uno più piccolo in legno dove stava un altro frate che faceva ‘l’avvocato del diavolo’ per rendere più colorita la messa. A San Salvatore al Monte è nata la Via Crucis, per questo il convento di chiama Monte alle croci. Ma La chiesa era anche la roccaforte dei nemici del Savonarola. Il famoso dipinto conservato al Museo di San Marco che raffigura l’esecuzione del Savonarola ha sullo sfondo San Salvatore al Monte.
Questa era anche la chiesa della famiglia Nerli, ed ospita ancora il busto di Marcello di Virgilio Ariani, colui che firmò la condanna a morte del Savonarola.
Fonte: Quotidiano Il Firenze del 23 Giugno 2008, articolo di Valèrie Pizzera
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