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Turismo in Italia, offerta scadente e prezzi da capogiro

By admin • Giu 21st, 2008 • Category: Italia Notizie


Una bellissima caletta con mare cristallinoSecondo gli esperti del settore, perse in un decennio tre posizioni rispetto agli altri Paesi. Tengono le città d’arte come Roma, Firenze e Verona mentre crollano le presenze in tutte le località balneari. Quest’anno per colpa del tempo incerto e dell’euro forte il giro d’affari vedrà un calo stimato in oltre un miliardo.
Il turismo italiano non sta bene, e solo una cura ricostituente potrebbe salvarlo da morte certa. È per questo che per due giorni gli esperti del settore si sono ritrovati sul lago di Garda a discutere della migliore medicina per far risalire la china a un settore fondamentale per l’economia italiana.
Un settore che contribuisce per l’11 per cento del Pil, che impiega il 18 per cento della forza lavoro e che conta qualcosa come 250mila aziende impiegate raggiungendo un fatturato di oltre dieci miliardi di euro. Numeri che possono sembrare importanti ma che nascondono una realtà tutt’altro che rosea. Secondo i dati in mano alla presidenza del Consiglio dei ministri, l’Italia scivola sempre più giù nelle classifiche dei Paesi scelti dai viaggiatori per le proprie vacanze. E se nel 1980 il Belpaese era al secondo posto dietro solo agli Stati Uniti, oggi la situazione è ben diversa: così, prima di sbarcare sul suolo italiano, il turista sceglie gli Usa, la Spagna e la Francia, nostri diretti competitori.
A pesare sulle decisioni dei vacanzieri non solamente i costi e la moneta forte, che quest’anno creerà parecchi problemi, ma anche una bassa qualità dei servizi offerti. Sono ancora poche, per esempio, le strutture ricettive dotate di una connessione internet a disposizione degli ospiti (meno della metà), e quelle che ce l’hanno la offrono quasi sempre a pagamento. Una mancanza di innovazione tecnologica che si rispecchia anche sulla presenza delle stesse strutture sul web: solo il 5 per cento delle oltre 134mila registrate ha un proprio sito attraverso cui prenotare e pagare la vacanza.
I turisti, insomma, chiedono servizi e ottengono in cambio solo conti molto salati. È per questo, che fatta eccezione per le grandi e piccole città d’arte (Roma, Venezia, Firenze, Mantova e Verona), le altre località italiane vedono gli arrivi dei turisti in calo. A farne di più le spese sono le zone balneari: la Sardegna Sud Orientale ha visto calare gli arrivi del 24 per cento, e non è andata meglio alla Riviera di Ponente Ligure o alla Campania, che perdono il 16 e il 18 per cento. E dire che nel mondo l’interesse per il Belpaese non diminiuisce: il 90 per cento dei turisti si informa, nelle agenzie di viaggio, sull’Italia e sui pacchetti offerti, ma solo il 36 per cento decide di averla come meta del proprio soggiorno.

Un trend negativo quello degli ultimi anni, che non si invertirà nemmeno nel 2008. E non solo per colpa del clima. Le stime prevedono una diminuzione del 5 per cento delle presenze su base nazionale (a mancare saranno soprattutto gli statunitensi e i giapponesi, spaventati dall’euro forte) e di un calo di un miliardo del giro d’affari. Come se non bastasse, 32 milioni di italiani che partiranno per le ferie con destinazioni italiane, poi, non staranno fuori casa per più di una settimana, anche perché le spese saranno piuttosto onerose: 1.580 euro a famiglia oltre al costo del soggiorno.
Cifre astronomiche per una qualità scadente che fanno volare i viaggiatori, e gli affari, da tutt’altra parte. E il turismo malato continua a peggiorare.

Fonte: Quotidiano Il Firenze del 21 Giugno 2008

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