Gioconde messe a nudo
Inserito da admin • Giu 12th, 2009 • Categoria: Eventi‘Io così, sai, non ti ho vista mai - splendida come tu adesso sei’.
È il secco incipit di Come Monna Lisa, ottimo esempio di pop d’autore firmato un bel po’ di tempo fa dal nostrano Mango: che in quel brano immaginava di essere al cospetto di Monna Lisa. La Gioconda, per intenderci. Con quella il cui «sorriso enigmatico» passa attraverso la fredda teca di vetro del Louvre ma quella vera, ritratta da Leonardo. In carne ed ossa.
O sarebbe meglio dire semplicemente ‘in carne’, dato che non uno ma due dipinti leonardeschi raffiguranti appunto la Gioconda nuda saranno in mostra nel Museo Ideale di Vinci (borgo natale del grande genio rinascimentale) a partire da domani, nell’ambito della mostra Joconde. Da Monna Lisa alla Gioconda Nuda, visitabile fino al 30 settembre. Sarà la stessa Monna Lisa che Leonardo ritrasse vestita in innumerevoli e stancanti pose? Se la risposta fosse affermativa, il «sorriso enigmatico» citato da Mango sarebbe presto spiegato con un complice imbarazzo tra la modella e l’artista.
Le ‘Gioconde desnude’ saranno esposte insieme ad altre opere sconosciute, come una tavoletta recuperata nei depositi degli Uffizi e restaurata per l’occasione. L’esposizione, curata da Agnese Sabato e Alessandro Vezzosi, con la consulenza di Carlo Pedretti e di altri esperti internazionali, toglierà qualche curiosità ai visitatori che desiderano conoscere, oltre ai dipinti, pure il vissuto che si portano dietro. Come la storia della prima ‘Gioconda nuda’: il dipinto, di proprietà della Fondazione Primoli, è appartenuto nientepopodimenoché al cardinale Fesch, ovvero lo zio di Napoleone Bonaparte e grande collezionista (possedeva anche il San Girolamo di Leonardo, oggi nei Musei Vaticani).
Mentre per la seconda ‘Gioconda nuda’ che sarà esposta sempre a Vinci, di proprietà di un collezionista privato, sono in corso indagini che alletterebbero anche Camilleri e il commissario Montalbano. La mostra Da Monna Lisa alla Gioconda nuda attraversa cinque secoli di storia e si conclude con autografi di protagonisti del Novecento (da Duchamp a Kolar), ben cinquanta Giocondoclastie (povera Monna Lisa) di Jean Margat e il più ampio repertorio iconografico digitale e spettacolari esami scientifici eseguiti sull’originale del Louvre da Pascal Cotte (Lumiere Technology). Per mettere una volta per tutte a nudo, ma giocondamente, Monna Lisa.
Fonte: Quotidiano Il Firenze del 12 Giugno 2009








