Mercato immobiliare del sesso; dalla strada alle case
Inserito da admin • Set 15th, 2008 • Categoria: Cronaca
L’inchiesta; multe e ddl Carfagna: ora su internet proliferano annunci di incontri in casa. Indagine sugli alloggi, la polizia sta dando la caccia a chi converte vecchi fondi in attrezzatissime alcove.
Irina, «nata russa e cresciuta a Vienna», si mostra in pose erotiche, ma nasconde il volto. Annuncia che è disponibile dalle dieci del mattino all’una di notte, zona Piazza Libertà . «Ambiente di lusso, molto riservato». Basta chiamare e prendere un appuntamento: «Ti aspetto amore». Per un rapporto completo con lei, sono circa cento euro. Di ragazze così, in città e sul web, se ne trovano a decine. Russe, brasiliane, rumene, ungheresi.
Le multe del Comune per l’abbigliamento indecente o le promesse di arresto del ministro Carfagna per lucciole e clienti hanno sortito il primo, forse inevitabile effetto: impaurire i protagonisti («Più i clienti che le ragazze - dicono alla sezione buoncostume della Squadra mobile della questura - ma in effetti il ‘flusso’ è davvero dimezzato») e spostare la prostituzione dal marciapiede all’appartamento.
Con un alleato, anzi due: internet e il telefonino. I siti di annunci proliferano. Oasi 2007, Piccole Trasgressioni, Firenze Trasgressiva, sono soltanto alcuni degli indirizzi ‘caldi’ per chi cerca compagnia a pagamento. Accanto alla foto, c’è un numero di telefono: una chiamata per prendere l’indirizzo e l’appuntamento è preso. Non c’è reato in tutto questo? Se il responsabile del sito fosse a conoscenza di ciò che avviene ‘dopo’ la pubblicazione dell’anuncio si potrebbe ipotizzare il reato di favoreggiamento della prostituzione, ma solitamente si leggono frasi come questa: «la società è del tutto estranea a qualsiasi ulteriore accordo sarà concluso con gli inserzionisti». Come dire: qui ci si conosce, poi sono fatti vostri.
Stesso discorso per gli appartamenti affittati a queste ragazze. Esiste un mercato immobiliare dedicato a questo tipo di attività . La squadra mobile sta concentrando la sua attenzione su alcuni proprietari, fiorentini, che convertono ex fondi, commerciali e non, in vere e proprie alcove, dotate di un letto, un bagno (talvolta anche con idromassaggio, per i clienti più esigenti) e, soprattutto, videosorveglianza.
Un requisito fondamentale quest’ultimo per la ragazza che, «in proprio» decide di «fare la vita». In questo modo vede dall’interno (dove è spesso sola) chi arriva e, se c’è più d’una persona, non apre. Un servizio che i proprietari si fanno pagare profumatamente. Gli affitti di questi ex garage, proprio perchè si trasformano in luoghi di lavoro, sono paragonabili a quelli dei negozi. Ma anche in questo caso, se dimostrata la malafede, si può ipotizzare lo sfruttamento o il favoreggiamento.
Fonte: Quotidiano Il Firenze del 15 Settembre 2008









La malafede semmai ce li anno quei perfidi della buon costume che vanno a rovinare quelle povere ragazze che non hanno di rendita se non quello che ricavano dal loro corpo tramite la prostituzione. Inoltre sono costrette a lavorare a casa anche pagando un affitto maggiorato grazie a quella legge di quella burattina della Carfagna che prima di vederle ricavare soldi utilizzando il proprio corpo come a fatto lei le preferirebbe farle morire di stenti.