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Madonna del puzzo, la vergine tra sacro e profano

Inserito da admin • Ago 25th, 2008 • Categoria: Arte


La madonna del Puzzo, foto tratta dal quotidiano Il Firenze del 25 Agosto 2008Negli anni Ottanta, Mario Mariotti, con la sua Madonna del Puzzo, lanciava uno scanzonato monito all’amministrazione comunale contro il degrado della città. L’opera dell’artista scomparso è uno dei pochi esempi di un dialogo aperto tra arte e cosa pubblica.
Firenze è piena di tabernacoli, si sa, ma ecco un esempio davvero originale. L’opera di Mario Mariotti risale al 1984, è in quella nicchia vuota tra via Toscanella e Borgo San Jacopo, a pochi passi dal suo studio. La Madonna del Puzzo è una figura allegorica. Si tappa il naso per non sentire l’olezzo dei cassonetti della spazzatura. Sacra come l’icona della Vergine e profana come l’accusa dell’artista alle istituzioni politiche fiorentine degli anni Ottanta. È uno dei suoi scanzonati moniti all’amministrazione. E si sa quanto a Firenze sia difficile trovare esempi di un dialogo aperto tra arte e cosa pubblica, di espressioni artistiche che si confrontino con l’attualità. In questo Mariotti era un re.
Per farsi un’idea dell’artista scomparso, mai parole - se non le sue - furono più azzeccate: «Il mio lavoro è dedicato a quanti, e sono quasi troppi, dell’arte non ne vogliono proprio sapere e in nessun modo la vogliono conoscere, ma si contentano di considerarla con istintiva diffidenza una cosa semplicemente straordinaria». La sculturina in terracotta raffigura il busto di una donna con addosso i segni della cabala.
Un’opera che interviene polemicamente sul degrado che in quegli anni la città stava scoprendo, dopo un decennio di fervida produzione artistica. Non l’unica nel suo repertorio di raffinato e colto provocatore. Di fronte alla Madonnina di Mariotti, c’è un’altra opera sconosciuta ai più. Si tratta dell’incisivo di Terry Fox. Nel 1985 - un anno dopo Mariotti - il musicista concettuale americano ha murato il suo dente in una nicchia ricavata dall’intonaco. Per rendersene conto bisogna saperlo. I due artisti hanno scelto uno degli angoli più straordinari della città.
Qui si respira il fascino della Firenze popolare di Giovanni Boccaccio e Ottone Rosai. È qui che ancora oggi vivono e lavorano giovani pittori, scultori e musicisti. Ed è qui che Mariotti trascorre tutta la sua vita, tra doratori di cornici e restauratori. Antichi forgiatori di ferro battuto famosi in tutto il mondo e liutai. Ed è sempre in questa zona che, alla fine degli anni Sessanta, fonda con alcuni artisti sperimentali lo spazio autogestito ‘Zona’.
Con la sua disarmante spontaneità, è una sorta di enfant prodige di questo regno di artigiani. Andrea, il figlio di Mario, dubita che oggi, dopo più di un quarto di secolo, suo padre avrebbe realizzato la singolare sculturina. Forse l’avrebbe considerata una polemica inutile.

Il Rapporto di Mariotti con l’amministrazione fu sempre fecondo. Polemico, ma creativa. Saranno molteplici i progetti che il Comune gli consentirà comunque di realizzare. Ci si chiede solo come mai non sia stata ancora realizzata a Firenze una completa retrospettiva dell’amato artista della pittura sulle mani, delle proiezioni sulla facciata di Santo Spirito, del ‘No’ sulla cupola del Duomo in occasione del referendum sul divorzio.

Fonte: Quotidiano Il Firenze del 25 Agosto 2008

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